Tutti i voti 2013

IL REFERENDUM DEI PREMI UBU

Abbiamo chiesto ai critici teatrali italiani e ad alcuni studiosi di rispondere al consueto referendum sulla stagione 2012-2013, riguardante spettacoli rappresentati per la prima volta tra il 1 luglio 2012 e il 30 giugno 2013. La votazione avviene per iscritto e in due fasi. Riportiamo qui di seguito le preferenze indicate da ciascuno alla prima tornata, che richiedeva di pronunciarsi sulle seguenti voci:

1. Spettacolo dell’anno

2. Miglior regia

3. Miglior scenografia

4. Miglior attore

5. Miglior attrice

6. Miglior attore non protagonista

7. Miglior attrice non protagonista

8. Nuovo attore o attrice (under 30)

9. Nuovo testo italiano o miglior ricerca drammaturgica10. Nuovo testo straniero

11. Premi speciali riguardanti categorie di collaboratori agli spettacoli non comprese nell’elenco indicato o iniziative di particolare interesse attinenti alla scena, alla scrittura, all’organizzazione

12. Miglior spettacolo straniero presentato in Italia

N.B. I voti contrassegnati da un asterisco non sono validi perché non rispondono ai requisiti richiesti.

 

Carmelo Alberti

1. Le voci di dentro, regia di Toni Servillo; Orchidee, regia di Pippo Delbono; I ragazzi irresistibili, regia di Marco Sciaccaluga.

2. Gabriele Lavia, I giorni del buio; Marco Martinelli, Pantani; Valerio Binasco, La tempesta.

3. Maurizio Balò, Antigone, regia di Cristina Pezzoli; Antonio Fiorentino, La concessione del telefono, Erano tutti miei figli.

4. Massimo Popolizio, John Gabriel Borkman; Alessandro Gassmann, R III-Riccardo terzo; Franco Branciaroli, Il teatrante.

5. Giuliana Musso, La fabbrica dei preti, regia Giuliana Musso; Manuela Mandracchia, John Gabriel Borkman, regia Piero Maccarinelli; Anna Bonaiuto, Le donne al Parlamento, regia Vincenzo Pirrotta.

6. Peppe Servillo in Le voci di dentro, regia di Toni Servillo.

7. Marta Richeldi in R III-Riccardo terzo, regia di Alessandro Gassmann; Lia Careddu in Peer: storie di un ladro di storie, regia di Guido De Monticelli.

9. Il ratto d’Europa di Claudio Longhi; La semplicità ingannata di Marta Cuscunà; Discorsi alla Nazione. Uno spettacolo presidenziale di Ascanio Celestini.

10. La rosa bianca di Lillian Groag (trad. Angelo Dallagiacoma), Teatro di Bolzano.

11. Alla drammaturgia di Stefano Massini, per il pregio della scrittura contrassegnata da una forte espressività e da una resa scenica immediata, già sulla pagina. Si segnala il complesso della produzione, che nel corso degli anni si è guadagnata un’attenzione attiva in Italia e all’estero, dove si traduce e si mette in scena con un autentico interesse. Una particolare segnalazione merita la preziosa composizione Lehman trilogy, che è in programma nei teatri francesi, a Parigi, e in altre città del mondo. Lo stesso vale per il lavoro su Anna Politkovskaja, che sta riscuotendo consensi in vari paesi. A La Macchina dei Sogni, il festival di teatro di figura e narrazione diretto da Mimmo Cuticchio, che in trent’anni di attività ha dato prova di un impegno culturale e di una vitalità ideativa davvero esemplare, a dispetto delle disattenzioni pubbliche. Si segnala l’indimenticabile esecuzione dell’Iliade-Racconti figurati tra le rovine di Selinunte, rappresentata dal 2 al 4 agosto 2012, seguendo un tracciato itinerante entro il parco archeologico della città siciliana, coniugando una varietà di linguaggi espressivi fra epica, cunto, opera dei pupi, musiche, percussioni e canti di sonorità arcaiche, teatro di figura, danze e visioni iconografiche, e indicando una modalità di utilizzo positivo e rispettoso dei beni artistici. La bellezza salvata dai ragazzini, progetto diretto da Gabriele Vacis, ideato da Antonia Spaliviero e Gabriele Vacis: si tratta di una novità degna d’attenzione perché interviene sulla formazione civile e culturale dello spettatore, che si ferma sul concetto di “bellezza” come valore collettivo.

12. Odyssey di Simon Armitage, regia di Robert Wilson; Le 6° continent di Daniel Pennac; Paradiso di Eimuntas Nekrošius.

 

Arrigoni Nicola

1. Francamente me ne infischio-Black, Match, Tara di Antonio Latella in cui emergono l’Occidente e gli stereotipi della cultura pop americana; c’è soprattutto la tensione del teatro a farsi pensiero del mondo. Francamente me ne infischio-Black, Match, Tara di Antonio Latella è un lungo viaggio nel mito a stelle e strisce, è un oratorio laico sull’America e sui suoi sogni infranti, sul mito e la realtà del paese che si è fatto mondo.

Clôture de l’amour di Pascal Rambert è una macchina drammaturgica perfetta in cui la storia di una relazione che si chiude o sta per chiudersi si intreccia con un uso modale del linguaggio, una riflessione agita e detta sul peso della lingua, sul vuoto delle parole o sul loro senso di pieno che soffoca.

2. Antonio Latella per la sua forza visionaria, per la capacità di fare del teatro uno laboratorio di pensiero e immagini che mette in discussione e sollecita lo sguardo attivo dello spettatore; Pascal Rambert per la capacità di mettersi al servizio degli attori, per la capacità di fare del teatro di parola una straordinaria avventura dell’anima.

3. Marco di Napoli e Graziella Pepe per Francamente me ne infischio-Black, Match, Tara in cui la casa moltiplicata di Rossella O’ Hara diventa rifugio e gabbia, modula lo spazio con poetica efficacia; Maurizio Bercini per la costanza con cui si inventa spazi teatrali inusuale e magnifici, per l’invenzione di un teatro che si rivela all’interno di un gigantesco pitale gonfiabile in Un po’ più in là.

4. Carlo Cecchi per la maestria e genialità di attore/autore nel ruolo di La serata a Colono, indimenticabile, sulfureo, ironico, unico; Luca Lazzareschi in Clôture de l’amour per la capacità di dare corpo e voce a una battaglia di parole, a una relazione a due che taglia e ferisce nel suo ineluttabile epilogo; Gioele Dix in Nascosto dove c’è più luce per la capacità di tenere la scena con la forza dell’ironia e una dialettica stringente, tagliente e impietosa.

5. Anna Della Rosa emerge per strapotente intensità senziente in Clôture de l’amour con una interpretazione di rara forza espressiva e verità; Caterina Carpio, Candida Nieri, Valentina Acca a turno sono Rossella O’Hara in Francamente me ne infischio-Black, Match, Tara, il corpo femminile di un’America che sa essere contraddittoria e spietata, che sogna e persegue con determinazione le sue ambizioni, un’America puritana e sfacciata, nostalgica e spregiudicata.

7. Valentina Picello, Roberta Rovelli in Tre atti unici da Anton Čechov di Roberto Rustioni per la capacità di dare vita e corpo all’ironia allampanata di un Cechov molto contemporaneo e molto vero.

8. Alice Spisa e Jacopo Squizzato in Lo Stupro di Lucrezia di Valter Malosti, corpi al servizio della poesia di Shakespeare e del teatro barocco e colto di Malosti.

9. Pinocchio di Valeria Raimondi ed Enrico Castellani (Babilonia Teatri) per la voglia di metter in gioco il connubio fra ricerca teatrale e impegno sociale, nella consapevolezza che il teatro è spazio sociale per eccellenza, spazio in cui ‘le risurrezioni’ sono possibili e reali.

10. Clôture de l’amour testo che è macchina drammaturgica perfetta, un duello di parole sulla coppia uomo/donna, sulla fine di una relazione, sulle differenze fra i sessi, sulla capacità della donna di fissare negli occhi la realtà e invece la debolezza meschina dell’uomo in cerca di scorciatoie.

11. La Popular Shakespeare Kompany di Valerio Binasco per la volontà di pensare un teatro corale e fatto di drammaturgia attoriale che possa superare le logiche di produzione classiche e offrirsi come esempio di un rinascimento dei comici vagantes o delle grandi compagnie itineranti della tradizione italiana. Fies Factory per la determinazione con cui si offre quale realtà di produzione e promozione delle giovani leve della scena contemporanea italiana senza steccati di generi, ma piuttosto lavorando sugli intrecci dei linguaggi dell’arte del nostro presente. Il Grande fiume il festival lungo le sponde del Po fra le province di Cremona, Parma e Piacenza che con passione e solitaria ostinazione continua a offrire uno spazio alla scena contemporanea come occasione per fare cultura, ma anche promuovere i territori rivieraschi del Po.

12. For Rent/A Louer della compagnia Peeping Tom perché ciò che accade davanti agli occhi dello spettatore ha tutta l’indeterminata e feroce casualità del vivere a cui noi – per pura disperazione – cerchiamo di dare un senso; Paradiso di Eimuntas Nekrošius in cui il regista legge la terza cantica della Commedia non come una condizione, ma piuttosto un percorso, in cui il Paradiso non è né spazio né tempo, ma un itinerario, un viaggio terrestre che fa dire a Beatrice come ultima battuta: “Il paradiso c’è”. Spettacolo intimo e di rara forza simbolica; L’effet de Serge di Philippe Quesne produce  un senso di infantile malinconia, porta in scena un bisogno di condivisione e di empatia che commuove e lo fa mischiando rappresentazione e vita vera, attori di mestiere e persone che attori non sono, lo fa camminando sul confine di un realismo magico che stupisce e commuove, che mette a dura prova la semantica stessa del teatro, il racconto o la rappresentazione stessa della realtà che si fa più vera e svelante nel suo mostrarsi come ‘rappresentazione’ di sé o forse semplicemente del lato nascosto di sé, dello stupore che permette di rendere avventure anche i piccoli gesti, la normalità di un quotidiano che è intimamente festivo.

Antonio Audino

1. Petitoblok (Punta Corsara), regia Emanuele Valenti; Soprattutto l’anguria, regia di Massimiliano Civica; La serata a Colono, regia di Mario Martone.

2. Emanele Valenti per Petitoblok; Massimiliano Civica per Soprattutto l’anguria; Mario Martone per La serata a Colono.

9. Soprattutto l’anguria di Armando Pirozzi; La rivincita di Michele Santeramo.

 

Sandro Avanzo

1. La serata a Colono di Elsa Morante per la regia di Mario Martone; La tempesta tradotta e registrata da Eduardo De Filippo nel (ri)allestimento Compagnia Marionettistica Carlo Colla e Figli; Zio Vanja. Scene dalla vita di campagna in quattro atti, nella riduzione di Emiliano Bronzino.

2. Emiliano Bronzino per Zio Vanja. Scene dalla vita di campagna in quattro atti; Mario Martone per La serata a Colono; Andrea Adriatico per L’omossessuale o la difficoltà di esprimersi.

3. Ferdinando Bruni e Francesco Frongia per Alice Underground; Francesco Fassone per Zio Vanja. Scene dalla vita di campagna in quattro atti; Gianluca Amodio per Oscura immensità.

4. Carlo Cecchi per La serata a Colono; Valerio Mastandrea per Qui e ora; Enrico Campanati per Banquo di Tim Crouch, anche per ricordare che grandi attori continuano a non staccarsi dalla propria terra natale.

5. Tutte e tre insieme Caterina Carpio, Candida Nieri, Valentina Acca in quanto interdipendenti protagoniste di Francamente me ne infischio-Black, Match, Tara; Arianna Scommegna per l’insieme delle sue numerose performance (in primis Mater strangosciàs, ma anche Ribellioni possibili, La palestra*, Il ritorno*), tutte magistralmente differenti nell’arco dei pochi mesi in un’unica stagione; Mariangela Granelli, anche lei per prove diversissime ma di mirabile livello come Materiali per Medea e Invidiatemi come io ho invidiato voi.

6. Paolo Pierobon per i numerosi ruoli (tutte sfide vinte!) in cui si è sperimentato in questa stagione a partire da Il panico (per arrivare alla ripresa di La modestia*); Claudio Casadio per Oscura immensità; Mauro Gioia per Circo equestre Sgueglia.

7. Sandra Toffolatti  per Il panico; Maria Pilar Pérez Aspa anche lei nello splendido gineceo di Il

panico ma anche rabdomante e organizzatrice a cui si deve la scoperta di Ribellioni possibili (da lei poi fatto vivere sul palco), nonché protagonista Yerma; Antonia Truppo per La serata a Colono.

9. Ta-Kai-Ta (Eduardo per Eduardo) di Enzo Moscato; Soprattutto l’anguria di Armando Pirozzi; Pop up. Un fossile di cartone animato di Giulia Gallo e Giovanni Guerrieri perché la ricerca drammaturgica non si fonda necessariamente su una scrittura di sole parole.

10. Enron di Lucy Prebble; Jucatùre di Pau Miró, anche per la reinvenzione che Enrico Ianniello ne fa nella propria traduzione in napoletano ponendosi sul medesimo livello creativo dell’autore; Hotel Belvedere di Ödön von Horváth.

11. Luciano Nattino per la complessa attività di creatore di teatro, drammaturgo, attore, regista e organizzatore di spazi, stagioni e festival. Alessandro Nidi per il suo apporto pluridecennale alla scena teatrale italiana. Un musicista che con le sue partiture ha creato vere e proprie drammaturgie non verbali. E un riconoscimento anche per la sua attività di didattica a favore delle generazioni più giovani, che saranno gli spettatori di domani. Il progetto Francamente me ne infischio-Black, Match, Tara di Antonio Latella.

12. For Rent/A Louer, di Peeping Tom; Sleeping Beauty. A Gothic Romance, di Matthew Bourne; Onegin. Commentaries, regia di Alvis Hermanis.

 

Anna Bandettini

1. Il panico di Rafael Spregelburd, regia di Luca Ronconi; Fratto_X di Rezza-Mastrella.

2. Il panico di Rafael Spregelburd, regia Luca Ronconi.

3. Filippo Timi per Il Don Giovanni. Vivere è un abuso, mai un diritto.

4. Marco Cavalcoli per Discorso Grigio, Fanny Alexander; Mario Perrotta per Un bès-Antonio Ligabue.

5. Tutte le attrici di Il panico di Luca Ronconi: Francesca Ciocchetti, Clio Cipolletta, Iaia Forte, Elena Ghiaurov, Lucrezia Guidone, Manuela Mandracchia, Valeria Milillo, Maria Paiato, Maria Pérez Pilar Aspa, Valentina Picello, Alvia Reale, Bruna Rossi, Sandra Toffolatti.

6. Paolo Pierobon , Riccardo Bini, Fabrizio Falco di Il panico.

7. Elena Arvigo per La torre d’avorio.

8. Alice Spisa per Lo stupro di Lucrezia.

9. Lo splendore dei supplizi di Riccardo Spagnulo (Fibre Parallele).

10. La pace perpetua di Juan Mayorca; Jucatùre di Pau Miró.

11. I due festival della Socìetas Raffaello Sanzio: Màntica e Puerilia; la Biennale Danza e Arte del Movimento di Virgilio Sieni, soprattutto Home-Carpi.

12. Refuse The Hour di William Kentridge; For Rent/A Louer di Peeping Tom.

 

Roberto Barbolini

1. La serata a Colono, regia di Mario Martone.

2. Toni Servillo (Le voci di dentro).

4. Carlo Cecchi (La serata a Colono).

6. Peppe Servillo (Le voci di dentro).

7. Antonia Truppo (La serata a Colono).

9. Pinocchio di Valeria Raimondi e Enrico Castellani (Babilonia Teatri).

10. Himmelweg.- La via del cielo di Juan Mayorga (regia di Marco Plini).

12. Onegin-Commentaries di Alvis Hermanis; Odyssey di Bob Wilson.

 

Rossella Battisti

1. Le voci di dentro, regia di Toni Servillo.

2. Emanuele Valenti per Petitoblok; Massimiliano Civica per Soprattutto l’anguria; Emiliano Bronzino per Zio Vanja. Scene dalla vita di campagna in quattro atti.

3. Simone Mannino e Simona D’Amico per C’è del pianto in queste lacrime, regia di Antonio Latella; Massimiliano Nocente per Il discorso del re, regia di Luca Barbareschi.

4. Filippo Dini per Il discorso del re, regia di Luca Barbareschi; Luca Lazzareschi per Clôture de l’amour, di e per la regia di Pascal Rambert.

5. Elena Bucci per In canto e in veglia; Viviana Lombardo per Stranieri familiari; Anna Della Rosa per Clôture de l’amour di Pascal Rambert.

7. Alberta Navello in Zio Vanja. Scene dalla vita di campagna in quattro atti, regia di Emiliano Bronzino.

8. Dimitri D’Urbano in Il Maratoneta di Sillitoe regia di Pistoia.

9. Tre atti unici da Anton Čechov di Roberto Rustioni; Zio Vanja. Scene dalla vita di campagna in quattro atti, regia di Emiliano Bronzino.

10. Clôture de l’amour di Pascal Rambert.

11. Stefano Massini per l’imponente progetto sulla Lehman Story; Lorenza Zambon per il suo teatro dedicato all’ambiente e alla natura.

12. Desh di Akram Khan; Sleeping Beauty di Matthew Bourne; Refuse The Hour di William Kentridge.

 

Andrea Bisicchia

1. La coscienza di Zeno di Maurizio Scaparro; Miseria e nobiltà di Geppy Gleijeses; La torre d’avorio di Luca Zingaretti.

2. Luca Barbareschi, Il discorso del re; Mario Martone, La serata a Colono; Giancarlo Cauteruccio, Finale di partita.

3. Silvia Polidori, Un’impresa difficile; Filippo Timi, Il Don Giovanni. Vivere è un abuso, mai un diritto.

4. Filippo Dini, Il discorso del re; Filippo Timi, Il Don Giovanni. Vivere è un abuso, mai un diritto; Massimo De Francovic, La torre d’avorio.

5. Elena Bucci, Delirio a due di Ionesco; Marianella Bargilli, Miseria e nobiltà.

6. Vittorio Continelli, La rivincita di Michele Santeramo.

7. Chiara Claudi, Il discorso del re.

8. Alice Spisa; Jacopo Squizzato.

9. La rivincita di Michele Santeramo; Io sono Dracula di Marco Calvani.

10. Un’impresa difficile di Hanoch Levin; Il discorso del re di David Seidler.

11. A Mauri/Sturno per la continuità e coerenza del loro lavoro.

12. Miss Julie da August Strindberg, regia Guo Yu, Zhao Qun.

 

Mario Brandolin

1. Imitationofdeath, regia di Stefano Ricci.

2. Antonio Latella (Francamente me ne infischio-Black, Match, Tara); Serena Sinigaglia (Ribellioni possibili).

3. Marco Rossi (Il panico); Maria Spazzi (Ribellioni possibili).

4. Filippo Dini (Il discorso del re); Valerio Mastandrea (Qui e ora); Massimo De Francovich (La torre d’avorio).

5. Caterina Carpio-Candida Nieri-Valentina Acca (Francamente me ne infischio-Black, Match, Tara)); Giuliana Musso (La fabbrica dei preti).

6. Paolo Pierobon (Il panico).

7. Sandra Toffolatti (Il panico); Maria Pilar Pérez Aspa (Il panico, Ribellioni possibili, Yerma).

8. Antonio Gargiulo (Tre atti unici da Anton Čechov /Rustioni); Riccardo Spagnulo (Lo splendore dei supplizi).

9. Pantani (Marco Martinelli); Qui e ora (Mattia Torre); Lo splendore dei supplizi (Riccardo Spagnulo - Fibre Parallele).

10. Ancora tempesta (Peter Handke); Ribellioni possibili (Luis García-Araus e Javier García-Yague).

11. Lehman Trilogy (Stefano Massini).

12. Minsk 2011 (Belarus Theatre).

 

Giorgio Sebastiano Brizio

1. Fratto_X, regia di Rezza-Mastrella; Giorni felici, regia di Lorenzo Loris.

2. Mario Martone per La serata a Colono; Luigi De Angelis per Discorso Grigio e Discorso Giallo.

3. Flavia Mastrella per Fratto_X; Roberto Tarasco e Enzo Bersezio per Admurese. Questo è un luogo da ritornarci; Motus per Nella tempesta.

4. Marco Cavalcoli per Discorso Grigio; Carlo Cecchi per La serata a Colono; Beppe Rosso per Solitudine.

5. Chiara Lagani per Discorso Giallo; Mariangela Granelli per Materiali per Medea.

7. Angelica Ippolito per La serata a Colono; Alessandra Patrucco e Lorena Senestro per Admurese. Questo è un luogo da ritornarci.

9. Nel bosco, regia di Luca Ricci, drammaturgia di Lucia Franchi e Luca Ricci.

10. Piccola guerra perfetta di Elvira Dones, regia di Domenico Castaldo.

11. Il teatro scolpito di Antonio Calbi per le scene di Arnaldo Pomodoro; il ciclo Teatro di guerra, curato da Martone-De Luna per il TST; l’abbinamento fotografo-attrice nella versione The Dead per la Città di Ebla; l’adattamento di Valter Malosti sulla traduzione da Shakespeare e in specifico per Lo stupro di Lucrezia.

12. Das Interwiew di Theo van Gogh.

 

Claudia Cannella

1. Francamente me ne infischio-Black, Match, Tara (Latella); Le voci di dentro (Eduardo De Filippo/Servillo).

2. Antonio Latella (Francamente me ne infischio-Black, Match, Tara).

3. Ferdinando Bruni/Francesco Frongia (Alice Underground); Marco Rossi (Il panico/Spregelburd/Ronconi); Mario Martone (La serata a Colono/Morante/Martone).

4. Filippo Dini (Il discorso del re/Seidler/Barbareschi); Valerio Mastandrea (Qui e ora/Mattia Torre).

5. Arianna Scommegna (Ribellioni possibili/Atir); Caterina Carpio-Candida Nieri-Valentina Acca (Francamente me ne infischio-Black, Match, Tara/Latella); Manuela Mandracchia (Hedda Gabler/Ibsen/Calenda).

6. Paolo Pierobon (Il panico/Spregelburd/Ronconi).

7. Antonia Truppo (La serata a Colono/Morante/Martone); Sandra Toffolatti (Il panico/Spregelburd/Ronconi); Maria Pilar Pérez Aspa (Il panico/Spregelburd/Ronconi, Ribellioni possibili/Sinigaglia/Atir, Yerma/Rifici/Atir).

8. Antonio Gargiulo (Tre atti unici da Anton Čechov /Rustioni); Riccardo Spagnulo (Lo splendore dei supplizi/Fibre Parallele).

9. Pantani (Marco Martinelli); Qui e ora (Mattia Torre); La rivincita (Michele Santeramo).

10. Jucatùre (Pau Miró/Ianniello); Ribellioni possibili (Luis Garcia Araus e Javier Garcia Yague/Atir).

11. Rezza/Mastrella; Premio Scenario; Scene di Woyzeck/Tiezzi/Teatro Laboratorio della Toscana.

12. For Rent/A Louer (Peeping Tom); Odyssey (Bob Wilson).

 

Roberto Canziani

1. Imitationofdeath (Ricci/Forte).

(A volte fuori arco temporale Ubu, a volte visti da pochi e snobbati da molti, e nonostante spettacoli da ricordare come Macadamia e Grimmless, Ricci/Forte non sono mai stati considerati granché ai Premi Ubu. Ma sono l’unica compagnia italiana ‘under 50’ che ha suscitato entusiasmi presso i pubblici di Mosca, Berlino, Parigi, Londra, nonché Sarajevo, Arad e Chisinau. Il 2013 mi sembrerebbe l’anno giusto per riconsiderarli).

2. Antonio Latella (Francamente me ne infischio-Black, Match, Tara).

(Sono tanti quelli che si cincischiano con le Antigoni, le Medee, le Fedre. Si può fare altrettanto con Rossella O’Hara. E poi Via col vento è materia tutta da sviscerare, rispetto a Baccanti, o Sette contro Tebe).

4. Filippo Dini (Il discorso del re).

(Fa bene ogni tanto ricordare che la factory generazionale di Gloriababbi ha portato a maturazione autori e attori, in questo caso Dini, con piena padronanza di mezzi, anche in contesti tradizionali. Il suo smalto versatile irrompe in una drammaturgia consolidata e tardivamente novecentesca qual è il copione di Seidler. Bravo).

5. Manuela Mandracchia (Hedda Gabler).

(Ci vuole un’attrice dall’intelligenza fulgida e spigolosa per aggiungere bagliori a un personaggio che ha pietre di paragone in interpreti come Duse, Ferrati, Moriconi, Bonaiuto... Mettiamoci anche Ingrid Bergman. Fiancheggiata da Calenda regista e Alonge traduttore, Mandracchia sa tenere alta la testa, e soprattutto maneggia bene le pistole).

6. Paolo Pierobon (Il panico).

(Non sempre è facile decidere se uno è protagonista o non lo è. Le drammaturgie orizzontali di Spregelburd complicano ancora di più le cose. Mi sembra che fare il fantasma sia una delle prove più complicate per un attore. Pierobon lo fa molto bene).

7. Sandra Toffolatti (Il panico).

(Basterebbe una delle sue battute in Il panico per assegnarle il premio. “Mi fai un altro Cinzano? Con quello che ci hai messo dentro prima”. In questo caso il merito sarebbe anche di Spregelburd. Ma Toffolatti imprime una personalità tutta sua al personaggio della veggente sciroccata, pur dentro la regia severa di Ronconi).

9. Lo splendore dei supplizi di Riccardo Spagnulo (ideazione Lucia Lanera e Riccardo Spagnulo-Fibre Parallele).

(Poiché riesce impossibile, per uno scarto di pochi mesi soltanto, candidarli entrambi come attori under 30, provo a vedere se Licia Lanera e Riccardo Spagnulo riescono a segnalarsi sul fronte della scrittura. Del resto, nei loro spettacoli autorialità e attorialità coincidono. E la ricerca drammaturgica di questi ultimi anni è sotto gli occhi tutti).

10. Ribellioni possibili (Luis García-Araus e Javier García-Yague).

(Sarà che i due autori toccano il nervo giusto, sarà che i sei attori hanno il dono di una stupefacente credibilità, ma ho sentito mie le vessazioni con cui compagnie telefoniche, sistema sanitario, gerarchie aziendali, amministratori condominiali, li umiliano. Ribellioni possibili sprona a non arrendersi).

11. Antonio Rezza/Flavia Mastrella (agli Ubu si era visto, non come premiato, ma come presentatore. Poco male: ogni tanto bisogna cambiare le carte in tavola e rimettere in gioco i jolly). Federico Tiezzi / Teatro Laboratorio della Toscana (son tempi amari per il teatro, figuriamoci per i progetti a lunga gittata, e addirittura i laboratori. La memoria antica di quello di Prato ha vegliato sul Laboratorio di Tiezzi, che nonostante vicissitudini e trasferte, ne rilancia il pensiero verso il futuro prossimo). Le vie dei Festival – Roma (per la tenace opera di resistenza teatrale, nell’epoca della facile volatilità). Dal mio osservatorio nordestino e al margine, segnalo nomi che, impigliati nella fatica della distribuzione senza grandi strutture alle spalle, o legati alle scelte di una drammaturgia localizzata, circolano purtroppo in aree più limitate. Eppure Giuliana Musso (con un percorso molto interessante, culminato quest’anno in La fabbrica dei preti), Marta Cuscunà (che al suo ha aggiunto adesso La  semplicità ingannata), Aida Talliente (con la recente discesa in Miniere), meritano visibilità più ampia. 12. È un peccato che i bizzarri limiti temporali degli Ubu non permettano di far risaltare la forza di spettacoli o arrivati troppo in anticipo all’appuntamento con le regole, o programmati con troppo ritardo. El viento en un violín* di Claudio Tolcachir stava già al Napoli Teatro Festival Italia (giugno 2012, e perciò non è candidabile), ma anche al Festival Internazionale della Biennale (agosto 2013, e per la stessa ragione non si può segnalare). Davvero peccato. Anche per El año de Ricardo* di Angelica Liddell, più o meno nella stessa situazione. Ma tra gli stranieri che ho visto - proprio nella stagione 2012/13 - li considero i migliori.

 

Moreno Cerquetelli

1. Le voci di dentro (Toni Servillo).

2. Valerio Binasco (La tempesta).

3. Gianluca Amodio con Marco Schiavoni per la videografia (RIII-Riccardo terzo).

4. Filippo Dini (Il discorso del re).

5. Federica Fracassi (Blondi).

6. Mauro Avogadro (John Gabriel Borkman).

7. Alvia Reale (Il panico).

8. Guendalina Goria (La coscienza di Zeno).

9. Francamente me ne infischio-Black, Match, Tara (Latella).

11. Stefano Massini per il successo all’estero di Lehman Brothers; Ultimo Harem per i dieci anni di repliche.

12. Lulu (Wilson).

 

Mario Cervio Gualersi

1. Francamente me ne infischio-Black, Match, Tara (Stabilemobile Compagnia Antonio Latella - La Corte Ospitale); Orchidee (Emilia Romagna Teatro Fondazione); Le voci di dentro (Piccolo Teatro - Teatri Uniti).

2. Antonio Latella (Francamente me ne infischio-Black, Match, Tara); Mario Martone (La serata a Colono); Luca Ronconi (Il panico).

3. Carlo De Marino (John Gabriel Borkman); Lino Fiorito (Le voci di dentro); Margherita Palli (Il teatrante).

4. Pippo Delbono (Orchidee); Mario Perrotta (Un bès-Antonio Ligabue); Toni Servillo (Le voci di dentro).

5. Caterina Carpio-Candida Nieri-Valentina Acca (Francamente me ne infischio-Black, Match, Tara); Mariangela Granelli (Materiali per Medea); Arianna Scommegna (Mater strangosciàs).

6. Umberto Petranca (Il Don Giovanni. Vivere è un abuso, mai un diritto); Paolo Pierobon (Il panico); Peppe Servillo (Le voci di dentro).

7. Monica Piseddu (Ferdinando); Marina Rocco (Il Don Giovanni. Vivere è un abuso, mai un diritto); Antonia Truppo (La serata a Colono).

8. Riccardo Buffonini (La moglie del soldato e Veronika Voss); Alice Spisa (Lo stupro di Lucrezia); Jacopo Squizzato (Lo stupro di Lucrezia).

9. Anima errante di Roberto Cavosi; Blondi di Massimo Sgorbani; Pinocchio di Valeria Raimondi e Enrico Castellani.

10. Nudi e crudi di Alan Bennett; The Pillowman di Martin McDonagh; Ribellioni possibili di Luis García-Araus e Javier García-Yague.

11. Pasquale Marrazzo per l’adattamento e regia di La moglie del soldato e Veronika Voss; Fabio Zambernardi per i costumi di Il Don Giovanni.

Il Teatro Franco Parenti per il Progetto Tfaddal - 13 variazioni su Amleto dalla scena under 40.

12. Alarme - Attis Theatre - regia di Theodoros Terzopoulos; Lulu - Berliner Ensemble - regia di Robert Wilson; Requiem for Ground Zero - East productions - di e con Steven Berkoff.

Tommaso Chimenti

1. Francamente me ne infischio-Black, Match, Tara - Latella; La tempesta - Binasco.

2. Pantani - Marco Martinelli - Teatro delle Albe; Finale di partita - Giancarlo Cauteruccio - Teatro Studio Krypton; Due fatti di cronaca in nero - Ugo Chiti.

3. Gianluca Amodio con Marco Schiavoni per la videografia - RIII-Riccardo terzo; Marco Di Napoli e Graziella Pepe - Francamente me ne infischio-Black, Match, Tara; Dimitri Milopulos - Firenze.

4. Francesco Colella - Zigulì; Luca Zacchini - Soprattutto l’anguria; Antonio Rezza - Fratto_X.

5. Le tre attrici di Francamente me ne infischio-Black, Match, Tara: Caterina Carpio, Candida Nieri, Valentina Acca.

6. Gianmaria Martini, Calibano ne La tempesta di Binasco; Fabrizio Contri, Ariel ne La tempesta; Massimo Salvianti, Due fatti di cronaca in nero.

7. Antonia Truppo, La serata a Colono; Elisa Cecilia Langone, Hotel Belvedere.

8. Gianmaria Martini, La tempesta; la compagnia Idiot Savant.

9. Lo splendore dei supplizi di Riccardo Spagnulo (Fibre Parallele); Soprattutto l’anguria, Massimiliano Civica, testo di Armando Pirozzi.

11. Stefano Massini per il successo internazionale di Lehman’s Trilogy in Francia, Belgio, Spagna, Germania. L’ultimo harem, produzione Pupi e Fresedde, Teatro di Rifredi, Firenze, per il decimo anno consecutivo, tre settimane di repliche, con Serra Yilmaz, sempre sold out, caso rarissimo in Italia di spettacolo che può vantare dieci stagioni di programmazione; l’attore Giancarlo Ilari, Parma, premio alla carriera; Luisa Pasello, premio alla memoria.

12. I, Malvolio, Tim Crouch, Teatro della Limonaia; A tribute to ping pong, Jo Strømgren, Teatro della Limonaia.

 

Rita Cirio

1. Il panico, regia Luca Ronconi; Circo equestre Sgueglia, regia Alfredo Arias; Le voci di dentro, regia Toni Servillo.

2. Luca Ronconi, Il panico; Alfredo Arias, Circo equestre Sgueglia.

3. Simone Mannino e Simona D’Amico, C’è del pianto in queste lacrime; Marco Rossi, Il panico.

4. Massimiliano Gallo, Circo equestre Sgueglia; Eros Pagni, I ragazzi irresistibili, un ragazzo under 90; tutti gli attori de Il panico.

5. Tutte le attrici de Il panico; Arianna Scommegna, Mater strangosciàs.

6. Peppe Servillo, Le voci di dentro.

7. Sandra Toffolatti, Il panico.

8. Fabrizio Falco e gli attori under 30 di In cerca d’autore. Studio sui sei personaggi di Pirandello.

9. Pinocchio di Valeria Raimondi ed Enrico Castellani (Babilonia Teatri).

10. Hotel Belvedere di Ödön von Horváth.

11. I costumi di Maurizio Millenotti per Circo equestre Sgueglia; lo studio su Pirandello come risultato di una scuola.

12. Le retour, regia di Luc Bondy; For Rent/A Louer, regia di Peeping Tom; Lulu, regia di Robert Wilson.

 

Sergio Colomba

Cari amici,
all'inizio di quest'anno ho interrotto il mio rapporto di collaborazione con il gruppo editoriale Poligrafici (Quotidiano Nazionale, Giorno-Carlino-Nazione), vista la perdurante e mortificante latitanza delle recensioni teatrali dalle pagine nazionali.Credo che alcuni di voi siano a conoscenza della mia sofferta ma oramai inevitabile decisione. Al momento, temina dunque dopo quarant'anni esatti (ho iniziato nel 1973) la mia attività di critico militante; anche nei Premi Ubu conto una presenza da veterano. Non so se e come mi riciclerò professionalmente: per ora rinuncio a inviarvi quest'anno le mie segnalazioni, visto il quadro per lo meno lacunoso che possiedo della stagione trascorsa.

Spero che sia un'assenza transitoria. Intanto vi rinnovo la mia amicizia sincera e una stima, una vicinanza al vostro lavoro che non saranno certo queste circostanze a intaccare.

Con affetto

Sergio Colomba

 

Franco Cordelli

1. La pace perpetua, regia di Jacopo Gassmann.

2. Jacopo Gassmann per La pace perpetua.

3. Maurizio Balò per Antonio e Cleopatra.

4. Danilo Nigrelli per La pace perpetua.

5. Tutte le attrici de La coscienza di Zeno.

7. Elena Arvigo per La torre d’Avorio.

9. Pinocchio di Valeria Raimondi ed Enrico Castellani (Babilonia Teatri), RIII-Riccardo terzo come riscrittura di Vitaliano Trevisan.

10. Clôture de l’amour di Pascal Rambert, Hotel Belvedere di Ödön von Horváth.

11. Stefano Massini (per la Trilogia all’estero); Vitaliano Trevisan per RIII-Riccardo terzo.

12. Desdemona di Peter Sellars.

 

Masolino d’Amico

1. Le voci di dentro (Toni Servillo); La torre d’avorio (Luca Zingaretti); Il panico (Luca Ronconi).

2. Mario Martone (La serata a Colono); Antonio Latella (C’è del pianto in queste lacrime); Luca Zingaretti (La torre d’avorio).

3. Marco Rossi (Il panico); Simone Mannino e Simona D’Amico (C’è del pianto in queste lacrime); Massimiliano Nocente (Il discorso del re).

4. Carlo Cecchi (La serata a Colono); Filippo Dini (Il discorso del re); Gianpiero Ingrassia (Frankenstein Jr).

5. Manuela Mandracchia (Hedda Gabler); Laura Morante (The Country); Anna Della Rosa (Clôture de l’amour).

6. Giacinto Palmarini (Antonio e Cleopatra); Gianluca Gobbi (Antigone); Valerio Aprea (Qui e ora).

7. Sandra Toffolatti (Il panico); Chiara Baffi (Le voci di dentro); Antonia Truppo (La serata a Colono).

9. Qui e ora (Mattia Torre); C’è del pianto in queste lacrime (Antonio Latella e Linda Dalisi); Mi piaci perché sei così! (Gabriele Pignotta).

12. Desdemona (P. Sellars); La trilogie des Indes. L’Ile des Esclaves (I. Brook); Green porno (I. Rossellini).

 

Titti Danese

1. Le voci di dentro, regia di Toni Servillo; La serata a Colono, regia di Mario Martone.

2. Mario Martone (La serata a Colono); Antonio Latella (Francamente me ne infischio-Black, Match, Tara).

3. Massimiliano Nocente (Il discorso del re); Simone Mannino e Dimona D’Amico (C’è del piano in queste lacrime).

4. Filippo Dini (Il discorso del re); Luca Lazzareschi (Clôture de l’amour).

5. Elena Bucci (In canto e in veglia); C. Carpio, C. Neri, V. Acca (Francamente me ne infischio-Black, Match, Tara).

6. Tonino Taiuti (Circo equestre Sgueglia).

7. Antonia Truppo (La serata a Colono); Sandra Toffolatti (Il panico e Amleto).

8. Antonio Gargiulo

9. La serata a Colono (Elsa Morante); Antigone (Valeria Parrella); Tre atti unici da Anton Čechov (Roberto Rustioni riscrive i tre atti in chiave contempoaranea e attualizza e aggiorna nevrosi e sentimenti)

10. Clôture de l’amour (Pascal Rambert)

11. Daniele Timpano per il progetto su Aldo Morto al Teatro Orologio di Roma; Lenz Rifrazioni per il decennale percorso di ricerca con “attori sensibili” ex lungodegenti psichici e persone con disabilità intellettiva e per il “glorioso” festival Natura Dèi Teatri; Chiara Guidi per la ricerca sul teatro infantile e per i festival Màntica e Puerilia; il progetto esploso Mercuzio non vuole morire di Armando Punzo e Compagnia della Fortezza.

12. Sleeping Beauty. A Gothic Romance di Matthew Bourne; Refuse The Hour di William Kentridge; Desh di Akram Khan.

 

Tiberia De Matteis

1. La coscienza di Zeno, regia di Maurizio Scaparro; RIII-Riccardo terzo, di Shakespeare, regia di Alessandro Gassmann.

2. Maurizio Scaparro per La coscienza di Zeno.

3. Lorenzo Cutuli per La coscienza di Zeno.

4. Giuseppe Pambieri per La coscienza di Zeno.

5. Laura Curino per Miracoli a Milano; Maddalena Crippa per Anima errante; Maria Paiato per Il panico.

6. Enzo Turrin per La coscienza di Zeno.

7. Alvia Reale per Il panico.

8. Guenda Goria per La coscienza di Zeno.

9. Anima errante di Roberto Cavosi; Due fatti di cronaca in nero di Ugo Chiti.

10. La rosa bianca di Lillian Groag, regia di Carmelo Rifici.

11. Laboratorio Teatrale Integrato Piero Gabrielli per la fertile sinergia fra impegno artistico e istituzioni che da quasi un ventennio utilizza la disabilità con risultati espressivi eccellenti (ultimo spettacolo Miracolo in città).

12. Lulu di Wedekind, regia di Robert Wilson a Spoleto.

 

Stefano De Stefano

1. La classe (regia Nanni Garella, Nuova Scena-Arena del Sole, Ass. Arte e Salute).

2. Nanni Garella (La classe).

3. Marco Rossi per Natale in casa Cupiello con Fausto Russo Alesi.

4. Toni Servillo (Le voci di dentro).

5. Ermanna Montanari (Poco lontano da qui).

6. Tonino Taiuti (Circo equestre Sgueglia).

7. Aida Talliente (Sik Sik, l’artefice magico).

8. Olga Bercini (Babilonia Teatri, Lolita).

9. Hamlet Travestie-primo studio, Punta Corsara, Ass. Pier Lombardo, Teatro Franco Parenti (drammaturgia Vastarella, Valenti, Calemme, Dammacco).

10. The Country (Martin Crimp); Jucatùre (Pau Miró).

11. Il progetto Il mare non bagna Napoli dedicato ad Annamaria Ortese.

12. Vertigo 20, coreografia Noa Wertheim, Vertigo Dance Company (Italia-Israele).

 

Lorenzo Donati

1. Discorso Grigio di Fanny & Alexander, quando l’arte ci ricorda che è ancora possibile “rivedersi” sulla scena, e così rispecchiarsi nel corpo di un attore attraversato da parole sempre più vuote, sempre più mimetizzate con la quotidianità; Indigenous. Dramma sonoro di Barokthegreat, la fisicità di un corpo che “sente” e che trasmette il suo sentire a chi guarda; La Sagra della Primavera. Paura e delirio a Las Vegas di Cristina Rizzo, quando le arti coreutiche mettono sottotraccia il ragionare e ritornano all’essenza: danzare, prima di tutto.

2. Claudio Longhi e il concetto di regia “post-novecentesca” de Il ratto d’Europa, in cui regista è chi si mette in ascolto della complessità di una comunità intera: gli attori, le associazioni di volontariato e culturali, gli studenti ecc.; Danio Manfredini per Il principle Amleto; Pietro Floridia per Teatro in viaggio. Lungo la rotta dei migranti del Teatro dell’Argine, sorta di diario raccontato a là “teatro civile” preservando il mistero del teatro tout court.

3. La ricerca “ambientale” e scenica di gruppo nanou nel percorso da On air a Cherchez la femme!, passando per Strettamente confidenziale: quando “lo spazio del teatro” è in grado di parlare e non solo di abbellire.

4. Gianfranco Berardi in In fondo agli occhi, attore strabordante in dialogo con un’alta tradizione di solisti, sempre al confine fra tensione popolare e cultura alta; Marco Cavalcoli in Discorso Grigio; Mario Perrotta in Un bès-Antonio Ligabue, lavoro sul personaggio (l’immedesimazione!) come pochi se ne vedono.

5. Elisa Pol in Le presidentesse di Nerval Teatro, che assumela complessità del testo schwabiano senza farlo diventare caricatura.

7. Giuseppina Cervizzi in Petitoblok di Punta Corsara.

9. La tensione documentaria che dialoga e “combatte” con la finzione in Pantani di Marco Martinelli; Soprattutto l’anguria di Armando Pirozzi; Lo splendore dei supplizi di Riccardo Spagnulo (Fibre Parallele).

10.Clôture de l’amour di Pascal Rambert.

11. Alla ricerca vocale di Chiara Guidi, che di anno in anno pone nuove domande attraverso il festival Màntica; al percorso di produzione del Teatro delle Briciole Nuovi sguardi per un pubblico giovane, che negli anni ha messo a confronto alcune fra le più inquiete compagnie della ricerca italiana (Babilonia Teatri, Teatro Sotterraneo, I Sacchi di Sabbia) con l’ideazione di opere pensate per  un pubblico di bambini, scommettendo sulla necessità sempre più impellente di ripartire dall’educazione; all’happening di una sera, poi diventato film, I topi lasciano la nave (Yes Sir I Can Boogie) di Zapruder filmmakersgroup (prodotto da Santarcangelo •12): una maratona di ballo in cui la musica era udibile solo dai ballerini in cuffia, e chi guardava poteva ascoltare le melodie dei loro passi amplificati.

12. I-On di Ivo Dimchev; That’s the Story of My Life di Macarena Recuerda Shepherd; Schubladen di She She Pop.

 

Roberta Ferraresi

1. Francamente me ne infischio-Black, Match, Tara (regia Antonio Latella).

3. Marco Di Napoli e Graziella Pepe (Francamente me ne infischio-Black, Match, Tara - Compagnia Stabilemobile Antonio Latella); Dario Gessati (Ferdinando - Arturo Cirillo).

4. Roberto Latini (progetto Noosfera Museum - Seppure Voleste Colpire); Arturo Cirillo (Ferdinando).

5. Le attici di Francamente me ne infischio-Black, Match, Tara (Compagnia Stabilemobile Antonio Latella)

8. I performer di <age> di Collettivo Cinetico

9. <age> di Collettivo Cinetico; Il ratto d’Europa (ideazione e regia Claudio Longhi); Poco lontano da qui (Chiara Guidi e Ermanna Montanari).

10. Banquo e Peaseblossom (Tim Crouch)

11. Chiara Guidi (per la lunga ricerca pedagogica); Giancarlo Ilari (per il lavoro pluridecennale fra teatro e resistenza, facendo ogni giorno delle arti performative uno strumento di coscienza politica);

Cooperativa E-Production (per la messa a punto di un modello di progettualità capace di dare vita a percorsi condivisi e allo stesso tempo di valorizzare quelli individuali).

12. L’effet de Serge (Philippe Quesne).

 

Enrico Fiore

1. La serata a Colono regia di Mario Martone.

2. Antonio Latella per Francamente me ne infischio-Black, Match, Tara.

4. Carlo Cecchi per La serata a Colono.

5. Gaia Aprea per Un paio di occhiali.

7. Antonia Truppo per La serata a Colono.

12. Desdemona di Peter Sellars.

 

Gigi Giacobbe

1. Le voci di dentro di Eduardo De Filippo, regia di Toni Servillo; Erano tutti miei figli di Arthur Miller.

2 Pippo del Bono per Orchidee; Federico Tiezzi per Scene di Woyzeck; Giuseppe De Pasquale per Erano tutti miei figli.

3. Maurizio Balò per Antonio e Cleopatra; Andrej Konchalovskij per La bisbetica domata.

4. Mariano Rigillo per Erano tutti miei figli; Luca Lazzareschi per Antonio e Cleopatra; Ivano Marescotti per La fondazione di Raffaello Baldini.

5. Pamela Villoresi (Margo Channing) per Eva contro Eva di Orr; Micaela Esdra (la madre) per Alla meta di Thomas Bernhard; Anna Bonaiuto (Pressagora) in Donne al parlamento di Aristofane a Siracusa.

6. Antonio Gargiulo (vero fool) de La bisbetica domata; Antonio Alveario (L’evasore) in Donne al parlamento; Giorgio Musumeci (George) in Erano tutti miei figli.

7. Anna Teresa Rossini (Kate) in Erano tutti miei figli; Silvia Budri da Maren (Karen) in Eva contro Eva; Maria Rita Sgarlato (la domestica tuttofare) in Mai stata sul cammello? di Aldo Nicolaj.

8. Francesco D’Amore (Bari, 1985) e Luciana Maniaci (Messina, 1983) per La biografia della peste; Fabrizio Falco (Messina,1988) per In cerca d’autore. Studio sui Sei personaggi di Pirandello.

9. Un bès-Antonio Ligabue di Mario Perrotta; Lo splendore dei supplizi di Riccardo Spagnulo.

11. Toledano per la XIV Edizione di Primavera dei Teatri a Castrovillari (CS ); Costumi di Zaira De Vincentiis per La bisbetica domata.

12. Lulu e Odyssey di Bob Wilson.

Maddalena Giovannelli

1. Pantani del Teatro delle Albe, regia Marco Martinelli; Le donne al Parlamento, regia di Vincenzo Pirrotta; Natale in casa Cupiello, regia Fausto Russo Alesi.

2. Antonio Latella per Francamente me ne infischio-Black, Match, Tara; Marco Martinelli per Pantani.

3. Maria Spazzi (Ribellioni possibili, Atir); Marco Rossi (Il panico).

4. Ivano Marescotti per l’interpretazione in La fondazione (Baldini/Binasco); Paolo Pierobon per Il panico.

5. Arianna Scommegna per Mater strangosciàs.

6. Michele Sinisi per la sua interpretazione in La rivincita di Santeramo.

7. Valentina Picello per la sua interpretazione in Il panico e Tre atti unici da Anton Čechov con la regia di Roberto Rustioni.

8. Antonio Gargiulo (Tre atti unici da Anton Čechov); Riccardo Spagnulo (Fibre Parallele).

9. La rivincita, Michele Santeramo; Lo splendore dei supplizi, Riccardo Spagnulo (Fibre Parallele)

10. Jucatùre (Pau Miró /Ianniello)

11. Archivio Zeta per l’innovativo lavoro di rilettura del dramma classico, pensato in stretta connessione con il territorio; Chiara Guidi, per la ricerca pedagogica sull’uso della voce e per i Festival Puerilia e Màntica.

12. Odyssey di Robert Wilson.

 

Graziano Graziani

1. Clima (Michele Di Stefano - Mk), Fratto_X (Rezza-Mastrella), Tre atti unici da Anton Čechov (Roberto Rustioni).

2. Marco Martinelli (Pantani); Massimiliano Civica (Soprattutto l’anguria).

3. Aldes (La foresta incantata).

4. Luca Zacchini (Soprattutto l’anguria); Marco Cavalcoli (Discorso Grigio); Leonardo Capuano (Elettrocardiodramma).

5. Cristina Rizzo (La Sagra della Primavera. Paura e delirio a Las Vegas); Elisa Pol (Le presidentesse).

6. Roberto Latini (Seppure voleste colpire); Giancarlo Ilari (Seppure voleste colpire); Lino Guanciale (Il ratto d’Europa).

7. Giuseppina Cervizzi (Petitoblock).

9. Soprattutto l’anguria (Pirozzi); Not Here, not Now (Cosentino); Discorsi alla Nazione (Celestini).

10. Banquo (Tim Crouch, regia Fabrizio Arcuri).

11. Gianni Staropoli (per il disegno luci che ha accompagnato molte creazioni del teatro di ricerca contemporaneo, donando un’atmosfera particolare e raffinata). Chiara Guidi (per i festival Màntica e Puerilia). Danio Manfredini (per l’arte dell’attore, di cui è riconosciuto da più generazioni di artisti come uno dei maestri della scena italiana). Teatro delle Briciole (che cerca di coniugare il mondo del teatro infanzia con il teatro d’autore e di ricerca). Stefano Massini (per la sua ricerca drammaturgica in grado di penetrare anche nelle scene estere).

12. Schubladen (She She Pop); Desh (Akran Khan).

 

Maria Grazia Gregori

1. Il panico, regia di Luca Ronconi; Francamente me ne infischio-Black, Match, Tara, regia di Antonio Latella; Le voci di dentro, regia di Toni Servillo

2. Luca Ronconi (Il panico); Antonio Latella (Francamente me ne infischio-Black, Match, Tara); Mario Martone (La serata a Colono)

3. Ferdinando Bruni e Francesco Frongia (Alice Underground); Marco Rossi (Il panico)

4. Carlo Cecchi (La serata a Colono); Paolo Pierobon (Il panico); Toni Servillo (Le voci di dentro)

5. C. Carpio, C. Neri, V. Acca (Francamente me ne infischio-Black, Match, Tara); tutte le attrici de Il panico

6. Manrico Gammarota (RIII-Riccardo terzo); Peppe Servillo (Le voci di dentro)

7. Antonia Truppo (La serata a Colono); Valentina Picello (Tre atti unici da Anton Čechov)

8. Alice Spisa (Lo stupro di Lucrezia); Fabrizio Falco (Il panico e In cerca d’autore. Studio sui Sei personaggi di Luigi Pirandello)

9. La grande passeggiata (Fabrizio Sinisi con Federico Tiezzi e Sandro Lombardi); La serata a Colono (Elsa Morante); Un bés - Antonio Ligabue (Mario Perrotta)

10. Being Norwegian (versione d’appartamento) (David Greig); Jucatùre (Pau Miró)

11. Pantani per il modo epico di raccontare una storia; il Teatro Franco Parenti per il repertorio

Stefano Massini per Lehman Trilogy, testo plurirappresentato all’estero ma non in Italia; Fabio Zambernardi e Lawrence Steele per i costumi di Il Don Giovanni. Vivere è un abuso, mai un diritto (regia di Filippo Timi); Rezza-Mastrella per una comicità contro corrente

12. Odyssey (Robert Wilson); Le retour (Il ritorno a casa) (Luc Bondy); Schubladen (She She Pop)

Enrico Groppali

1. La coscienza di Zeno (regia Maurizio Scaparro, Teatro Carcano); Hotel Belvedere (regia Paolo Magelli, Teatro Metastasio); Il teatrante (regia Franco Branciaroli, Gli incamminati, CTB).

2. Maurizio Scaparro (La coscienza di Zeno); Luca De Fusco (Antonio e Cleopatra); Daniele Salvo (Macelleria messicana).

3. Lorenzo Cutùli (La coscienza di Zeno); Alessandro Chiti (Macelleria messicana).

4. Giuseppe Pambieri (La coscienza di Zeno); Geppy Gleijeses (Miseria e nobiltà); Luca Zingaretti (La torre d’avorio).

5. Elisabetta Pozzi (Macelleria messicana); Mascia Musy (La bisbetica domata); Manuela Mandracchia (Hedda Gabler).

6. Giancarlo Condé (La coscienza di Zeno); Paolo Serra (Antonio e Cleopatra).

7. Alvia Reale (Il panico); Silvia Siravo (Erano tutti miei figli); Chiara Baffi (Le voci di dentro).

9. Francamente me ne infischio-Black, Match, Tara di Antonio Latella.

10. La torre d’avorio di Ronald Harwood.

11. Riccardo Pastorello, per il coraggio, la scelta artistica, la qualificazione di un teatro, il Carcano, volto alla programmazione culturale, un organismo che non ha nulla da inviadiare ai teatri stabili.

12. Lulu, regia Bob Wilson (Spoleto Festival).

 

Gerardo Guccini

1. Pantani di Marco Martinelli, un compendio drammaturgico e teatrale che innesta la storia delle Albe ai drammi della vita collettiva; Mercuzio non vuole morire di Armando Punzo – Compagnia della Fortezza, per la capacità di superare le categorie di “dentro” e “fuori” nel segno trasversale della bellezza e della dignità umana; Francamente me ne infischio-Black, Match, Tara, di Latella, per aver individuato nella parola incarnata e agita dall'attore il luogo d'incontro fra immaginari e possibilità virtuali di esistenza che esprimono il trauma per la disgregazione dell'identità personale.

2. Antonio Latella per Francamente me ne infischio-Black, Match, Tara; Marco Martinelli per Pantani; Valerio Binasco per La tempesta.

3. Marco Rossi per Il panico (Piccolo Teatro); Andrea Barberini per Quai ouest di Bernard-Marie Koltès con la regia di Andrea Adriatico.

4. Carlo Cecchi per La serata a Colono; Paolo Pierobon per Il panico.

5. Isa Danieli per Ta-Kai-Ta (Eduardo per Eduardo) di Enzo Moscato; Federica Fracassi per Blondi; le attrici di Francamente me ne infischio-Black, Match, Tara (Caterina Capio, Candida Nieri, Valentina Acca).

6. Arturo Cirillo per Ferdinando; Luigi Dadina per Pantani.

7. Anna Amadori e Olga Durano per Quai ouest (Adriatico-Teatri di Vita).

8. Silvia Costa.

9. Lo splendore dei supplizi di Riccardo Spagnulo (Fibre Parallele); Ta-Kai-Ta (Eduardo per Eduardo) di Enzo Moscato; Pantani di Martinelli.

10. Ribellioni possibili (Luis García-Araus  e Javier García-Yague).

11. A Stefano Massini per avere evidenziato al livello internazionale l'esistenza d'una drammaturgia di testo in Italia, mi riferisco in particolare al successo di Lehman's Trilogy; a Chiara Guidi, per l’attività pedagogica coniugata a una lucida analisi sulla fase preverbale del linguaggio, che si è risolta in una poetica della parola detta; a Giancarlo Ilari, un premio a una carriera lunga, importante, caratterizzata dal forte impegno civile; a Virgilio Sieni per Visitazione Taranto e l'inesauribile indagine sulla bellezza coreutica della presenza quotidiana; a Luisa Pasello premio alla memoria.

12. I, Malvolio, Tim Crouch, Teatro della Limonaia.

 

Osvaldo Guerrieri

1. La coscienza di Zeno (regia Maurizio Scaparro); Finale di partita (regia Giancarlo Cauteruccio).

2. Maurizio Scaparro per La coscienza di Zeno; Giancarlo Cauteruccio per Finale di partita.

3. Francesco Fassone (Zio Vanja); Loris Giancola (Finale di partita).

4. Carlo Cecchi (La serata a Colono), Luca Barbareschi (Il discorso del re).

5. Elena Bucci (Delirio a due).

6. Filippo Dini (Il discorso del re).

9. La serata a Colono (Elsa Morante), Petitoblok (Antonio Calone).

10. Il discorso del re (David Seidler).

11. Glauco Mauri e Roberto Sturno indagatori della drammaturgia di Beckett; Antonio Rezza e Flavia Mastella per un nuovo concetto di comicità.

12. Le retour di Pinter, regia Luc Bondy.

 

Katia Ippaso

1. Fratto_X, regia di Rezza/Mastrella; Mercuzio non vuole morire, regia di Armando Punzo; Nooosfera Museum, regia di Roberto Latini.

2. Armando Punzo per Mercuzio non vuole morire; Marco Martinelli per Pantani; Roberto Latini per Noosfera Museum.

3. Flavia Mastrella per Fratto_X.

4. Luca Zacchini per Soprattutto l’anguria; Marco Cavalcoli per Discorso Grigio.

5. Federica Fracassi per Blondi; Arianna Scommegna per Mater strangosciàs.

6. Roberto Latini per Seppure voleste colpire.

8. Silva Costa.

9. In fondo agli occhi (Gianfranco Berardi-Gabriella Casolari-César Brie).

10. Jucatùre (Pau Miró-Enrico Ianniello-Renato Carpentieri).

11. Gianni Staropoli per l’arte della luce; Chiara Guidi per il Festival Màntica, dedicato alla voce umana, segno inconfondibile della nostra identità sempre minacciata; Stefano Massini per la visione epica e senza giudizio del suo lavoro drammaturgico trasmigrato sulle scene europee.

12. Birds With Skymirrors, cor. Lemi Ponifasio; p. Mau, Theatre de la Ville-Paris, Theater der Welt 2010 Ruhr, Spielzeit ‘europa, Berliner Festspiele Berlin, Wiener Festwochen, KVS Brussel, Holland Festival, Mercat de les Flors Barcelona, de Singel Antwerpen, New Zealand International Arts Festival (Nuova Zelanda-Francia-Germania-Spagna).

 

Fausto Malcovati

1. Francamente me ne infischio-Black, Match, Tara, regia di Antonio Latella.

2. Federico Tiezzi (Scene di Woyzeck); Antonio Latella (Francamente me ne infischio-Black, Match, Tara); Toni Servillo (Le voci di dentro).

3. Antonio Fiorentino (La concessione del telefono e Erano tutti miei figli); Marco Rossi (Il panico).

4. Paolo Pierobon (Il panico); Filippo Dini (Il discorso del re).

5. C. Carpio, C. Neri, V. Acca (Francamente me ne infischio-Black, Match, Tara); Arianna Scommegna (Mater strangosciàs); Mariangela Granelli (Materiali per Medea).

6. Luigi Dadina (Pantani); Mauro Avogadro (John Gabriel Borkman).

7. Sandra Toffolatti (Il panico); Valentina Picello (Tre atti unici da Anton Čechov).

8. Fabrizio Falco; Antonio Gargiulo.

9. Pantani (Marco Martinelli)

10. Ribellioni possibili (David Greig)

11. Chiara Guidi per i progetti Màntica e Puerilia e per il percorso di ricerca sul teatro infantile; Laura Mariani per il libro Ermanna Montanari. Fare-disfare-rifare nel teatro delle Albe.

12. Odyssey (Robert Wilson)

 

Gianni Manzella**

1. Ora non hai più paura (regia Cesare Ronconi, Teatro Valdoca). Con una menzione speciale per le emozioni che ci ha dato Orchidee (Pippo Delbono).

2. Toni Servillo (Le voci di dentro).

3. Lino Fiorito (Le voci di dentro).

4. Toni Servillo (Le voci di dentro). Considero “fuori concorso” la maestria straordinaria di Carlo Cecchi (La serata a Colono).

5. Silvia Calderoni (Nella tempesta); Giovanna Daddi (Incolpevoli. Il Racconto della serva Zerlina).

6. Peppe Servillo (Le voci di dentro); Gigio Morra (Le voci di dentro).

7. Betti Pedrazzi (Le voci di dentro); Angelica Ippolito (La serata a Colono).

8. Silvia Mai, Chiara Orefice e Sveva Scognamiglio (Ora non hai più paura), non sono certo dell’età anagrafica, comunque assai giovane, ma mi piace segnalare questo “corpo plurale” forte delle sue spinte complementari ed esente dai vezzi o dai vizi del protagonismo.

9. Ta-Kai-Ta (Eduardo per Eduardo) (Enzo Moscato); Aeneis in Italia (Lenz Rifrazioni).

11. Vorrei attribuire un premio alla Memoria, nel senso proprio e non figurato della memoria dello spettatore, la sola cui è affidato il compito sempre più gravoso di far vivere il teatro nel tempo, di darne testimonianza. È stato un anno di lutti, lo è ancora. Straordinari maestri della scena come Castri e Chereau, attrici di generazioni diverse e anche di storie personali assai diverse come Franca Rame, Mariangela Melato o Luisa Pasello, un geniale inventore di una lingua teatrale qual è stato Franco Scaldati... È come se un poco alla volta si cancellasse una storia che è stata anche la nostra.

12. Disgrace (Kornél Mundruczó) su tutti e poi nell’ordine Here/After (Constanza Macras); Schubladen (She She Pop). C’era naturalmente anche Lulu (Robert Wilson), grande spettacolo ma ormai non più sorprendente per chi conosce il maestro texano.

 

Fernando Marchiori                       

1. Pantani, Marco Martinelli - Teatro delle Albe; Il principe Amleto, Danio Manfredini.

2. César Brie, Indolore.

5. Chiara Guidi, Ermanna Montanari (Poco lontano da qui).

9. Poco lontano da qui, Chiara Guidi e Ermanna Montanari; La semplicità ingannata, Marta Cuscunà

11. Michele Sambin per l’originalità della sua ricerca artistica e del suo artigianato tecnologico che da più di trent’anni intrecciano i linguaggi performativi, e in particolare per lo sviluppo della pittura digitale di scena che gli ha consentito di sostituire gli impianti tradizionali disegnando e dipingendo la scena in tempo reale per dare vita a spettacoli innovativi e raffinati come quelli, in progress, della Trilogia dedicata a Chagall, Picasso e Klee.

12. Atem (Le Souffle), Josef Nadj.

 

Enrico Marcotti

1. Mercuzio non vuole morire (versione carcere), regia Armando Punzo; In cerca d'autore. Studio sui Sei personaggi di Luigi Pirandello, regia Luca Ronconi; Il panico, regia Luca Ronconi.

2. Pinocchio (Castellani-Raimondi); Il panico (Luca Ronconi); Enron (Leo Muscato).

3. Sergio Tramonti (La serata a Colono); Margherita Palli (Il teatrante).

4. Mario Perrotta (Un bès-Antonio Ligabue); Luca Zingaretti (La torre d'avorio); Massimo De Francovich (La torre d'avorio).

5. Mariangela Granelli (Materiali per Medea, Invidiatemi come io ho invidiato voi, È così che tutto comincia); Anna Della Rosa (Clôture de l’amour); Arianna Scommegna (Mater strangosciàs).

6. Mauro Malinverno (Hotel Belvedere); Filippo Dini (Il discorso del re); Pasquale Di Filippo (La rosa bianca).

7. Lucrezia Guidone (In cerca d'autore. Studio sui Sei personaggi di Luigi Pirandello); Antonia Truppo (La serata a Colono).

8. Leonardo Lidi (Amleto); Alice Spisa e Jacopo Squizzato (Lo stupro di Lucrezia).

9. Pornofuneral (Massimo Bavastro); Invidiatemi come io ho invidiato voi (Tindaro Granata); Antigone (Valeria Parrella).

10. La torre d'avorio (Ronald Harwood); Enron (Lucy Prebble); Hotel Belvedere (Ödön von Horváth).

11. Balletto civile per la complessità del lavoro nella diversita' delle scelte; Il ratto d'Europa di Claudio Longhi, un progetto fra rivista e cabaret sulla questione europea fatto crescere nel territorio modenese interessando stampa, istituzioni, scuole e altre realtà in una pluralità di interventi in cui entra anche il pubblico; Festival Collinarea di Lari (Toscana) per l'attenzione alla nuova drammaturgia ed ai fermenti teatrali dei nuovi gruppi.

12. Odyssey (Bob Wilson); Le 6° continent (Daniel Pennac).

Massimo Marino

1. Mercuzio non vuole morire di A. Punzo – Compagnia della Fortezza, uno spettacolo lancinante sulla bellezza e sull’utopia, un progetto che ha coinvolto per un anno una città; Il panico, con la regia di Luca Ronconi (Piccolo Teatro Milano); La classe, con la regia di Nanni Garella (Arte e Salute).

2. Virgilio Sieni per i bellissimi, partecipati, Home_quattro case / Visitazione Taranto / Sogni / Agorà tutti; Antonio Latella per Francamente me ne infischio-Black, Match, Tara; Marco Martinelli per Pantani e per i lavori della non-scuola, trasfigurazioni meravigliose della realtà con l’immaginazione, la giovinezza, il lavoro collettivo (Pinocchio, Viaggio al centro della terra).

3. Marco Rossi per Il panico (Piccolo Teatro); Flavia Mastrella per le creazioni di Fratto_X (Rezza-Mastrella); Andrea Barberini per la scena “ferita”, en plein air, di Quai ouest di Bernard-Marie Koltès con la regia di Andrea Adriatico

4. Antonio Rezza per Fratto_X; Carlo Cecchi per La serata a Colono; Mario Perrotta per Un bès-Antonio Ligabue.

5. Isa Danieli per Ta-Kai-Ta (Eduardo per Eduardo) di Enzo Moscato; Federica Fracassi per Blondi; Caterina Carpio, Candida Nieri, Valentina Acca, le tre interpreti di Francamente me ne infischio-Black, Match, Tara di Latella (impossibile determinare la protagonista).

6. Arturo Cirillo per Ferdinando; Luigi Dadina per Pantani; Riccardo Bini per Il panico.

7. Monica Piseddu per Ferdinando; direi tutte le attrici di Il panico, fenomenali: ma se devo indicarne una, faccio il nome di Sandra Toffolatti; Olga Durano in Quai ouest (Adriatico-Teatri di Vita).

8. Silvia Costa

9. La fondazione, di Raffaello Baldini; Lo splendore dei supplizi di Riccardo Spagnulo (Fibre Parallele); Tà-Kai-Tà (Eduardo per Eduardo) di Enzo Moscato.

10. Quai ouest* di Bernard-Marie Koltès (in Italia deve essercene stata solo una lettura pubblica)

11. A Chiara Guidi, per l’attività pedagogica unica, per la ricerca sulla voce e per i due bei festival che il suo rigoroso laboratorio di sperimentazione ha prodotto come momento di confronto pubblico, Puerilia e Màntica; a Archivio Zeta, per il lavoro orgogliosamente indipendente e per la reinvenzione dello spazio del Cimitero militare della Futa in tensione drammaturgica con spettacoli di grande intelligenza; al progetto Il ratto d’Europa di Claudio Longhi – Ert, per il tentativo di reinventare la funzione del teatro pubblico, entrando a fondo nella città; a Giancarlo Ilari, un premio a una carriera lunga, importante, caratterizzata dal forte impegno civile; a Babilonia Teatri, per la poetica ricerca di Pinocchio con i non-attori degli Amici di Luca, persone che hanno attraversato il coma; al Crest/Tatà, per l’impegno “residente”, a due passi dalle ciminiere dell’Italsider, di dare teatro e occasioni di confronto culturale a una comunità ferita a morte come quella di Taranto, con una programmazione che esplora le strade del nuovo e del classico, con un costante impegno laboratoriale e di memoria, con l’invenzione anche di un festival di belle speranze, StartUp Teatro, realizzato in rete con altre residenze dei “Teatri Abitati” pugliesi; al teatro filosofico del festival Crisalide di Masque Teatro di Forlì.

12. Onegin. Commentaires di Alvis Hermanis (Festival Vie, Modena).

 

Leonardo Mello

Carissimi,

quest'anno, per motivi personali che mi hanno lasciato fuori dai teatri, non me la sono sentita di votare. Speriamo nel prossimo...

Un grande abbraccio a tutti.

Leonardo Mello

 

Renata M. Molinari

1. Il panico, per il perfetto equilibrio fra testo, impianto scenico, recitazione.

2. Luca Ronconi, per quanto detto sopra; Antonio Latella, per Francamente me ne infischio-Black, Match, Tara. Vorrei anche segnalare C’è del pianto in queste lacrime e il lavoro di Latella per far crecere da regista una drammaturgia di palcoscenico.

3. Marco Rossi (Il panico); Simone Mannino e Simona D’Amico (C’è del pianto in queste lacrime)

5. Due segnalazioni collettive. Tutte le attrici di Francamente me ne infischio-Black, Match, Tara; tutte le attrici di Il panico; il lavoro di Milena Costanzo per il progetto Anne Sexton.

6. Paolo Pierobon (Il panico).

7. Antonia Truppo (La serata a Colono).

9. Ricerca drammaturgica - vale quanto detto prima per Latella; affiancherei anche il lavoro di Fabrizio Sinisi con la compagnia Lombardi/Tiezzi.

11. La ricerca pedagogica di Chiara Guidi; Danio Manfredini per la ricerca, sulla via del canto; il progetto Ligabue di Mario Perrotta; un ricordo particolare agli amici e maestri che ci hanno lasciato.

Laura Novelli

2. Luca Ronconi, Il panico e In cerca d’autore. Studio sui sei personaggi di Luigi Pirandello; Mario Martone, La serata a Colono; Toni Servillo, Le voci di dentro.

3. Marco Rossi, Il panico; Lino Fiorito, Le voci di dentro.

4. Carlo Cecchi, La serata a Colono; Paolo Pierobon, Il panico; Toni Servillo, Le voci di dentro.

5. Maria Paiato, Il panico; Manuela Mandracchia, Il panico.

7. Elena Ghiaurov, Il panico.

8. Fabrizio Falco, Il panico.

9. Not here, not now di Andrea Cosentino; Pinocchio di Valeria Raimondi ed Enrico Castellani (Babilonia Teatri); Tre atti unici da Anton Čechov di Roberto Rustioni.

10. Banquo di Tim Crouch (regia di Fabrizio Arcuri); Stockholm di Bryony Lavery (regia di Marco Calvani).

11. Progetto Perdutamente del Teatro di Roma (per la ricerca di soluzioni sinergiche atte a condividere pensiero e creatività); progetto Mercuzio non vuole morire della Compagnia della Fortezza (per l’impatto sociale dell’iniziativa e il coinvolgimento diretto dei cittadini e del pubblico); progetto Il Ratto d’Europa di Ert e Teatro di Roma (per l’apertura europeista di un’operazione culturale che guarda al futuro); il festival Quartieri dell’Arte diretto da Gian Maria Cervo e Alberto Bassetti (per la ricca programmazione internazionale) e il festival Teatri di Vetro diretto da Roberta Nicolai (per la proposta trasversale di generi e linguaggi).

12. Refuse The Hour di William Kentridge; Call me God di Marius von Mayenburg, Albert Ostermaier, Rafael Spregelburd e Gian Maria Cervo (regia di Marius von Mayenburg); Lulu di Wedekind (regia di Robert Wilson).

Valeria Ottolenghi

1. Pinocchio dei Babilonia, regia Valeria Raimondi e Enrico Castellani; La madre di Brecht, regia di Carlo Cerciello; Mater strangosciàs, regia di Gigi Dall'Aglio.

2. Claudio Collovà per Telemachia Ulissage #3; Valerio Binasco per La tempesta; Leo Muscato per Enron.

3. Mario Martone per La serata a Colono; Federica Parolini per Enron; Margherita Palli per Il teatrante.

4. Alessandro Averone per Enron; Sergio Basile per Telemachia Ulissage #3, Fabrizio Contri per La tempesta.

5. Irene Villa per La rosa bianca; Mariangela Granelli per Materiali per Medea, Invidiatemi come io ho invidiato voi, È così che tutto comincia; Arianna Scommegna per Mater strangosciàs.

6. Mauro Malinverno per Hotel Belvedere; Pasquale Di Filippo per La rosa bianca, Filippo Dini per Il discorso del re.

7. Antonia Truppo per La serata a Colono; Lucrezia Guidone per In cerca d’autore. Studio sui Sei personaggi di Luigi Pirandello; Marina Rocco Il Don Giovanni. Vivere è un abuso, mai un diritto.

8. I due interpreti de Lo Stupro di Lucrezia/ Malosti, Alice Spisa e Jacopo Squizzato.

9. Invidiatemi come io ho invidiato voi di Tindaro Granata; Antigone di Valeria Perrella; Pornofuneral di Massimo Bavastro.

10. Enron di Lucy Prebble; Ribellioni possibili di Luis García-Araus e Javier García Yague; Hotel Belvedere di Ödön von Horváth.

11. Progetto Un bès di Mario Perrotta su Ligabue con il Teatro di Gualtieri; Progetto Il ratto d’Europa di Claudio Longhi/Ert; la ricerca della Compagnia Instabili Vaganti.

12. Lulu, regia di Robert Wilson; For Rent/A Louer, regia di Peeping Tom.

Renato Palazzi

1. Rafael Spregelburd, Il panico, regia di Luca Ronconi; Eduardo De Filippo, Le voci di dentro, regia di Toni Servillo.

2. Antonio Latella (C'è del pianto in queste lacrime); Roberto Rustioni (Tre atti unici da Anton Čechov); Gigi Dall'Aglio (Mater strangosciàs).

3. Simone Mannino e Simona D'Amico (C'è del pianto in queste lacrime); Lino Fiorito (Le voci di dentro).

4. Toni Servillo (Le voci di dentro); Mario Perrotta (Un bès-Antonio Ligabue); Marco Cavalcoli (Discorso Grigio).

5. Ex-aequo Valentina Acca, Caterina Carpio e Candida Nieri, le tre di Francamente me ne infischio-Black, Match, Tara; Sara Bertelà (Una specie di Alaska); Arianna Scommegna (Mater strangosciàs).

6. Peppe Servillo (Le voci di dentro); Mario Sala (Amleto); Manrico Gammarota (RIII-Riccardo terzo).

7. Elena Ghiaurov (Il panico); Valentina Picello (Tre atti unici da Anton Čechov); Antonia Truppo (La serata a Colono).

8. Riccardo Spagnulo, davvero molto cresciuto (Lo splendore dei supplizi); Alice Spisa (Lo stupro di Lucrezia).

9. Tindaro Granata (Invidiatemi come io ho invidiato voi); Michele Santeramo (La rivincita); Linda Dalisi e Federico Bellini (Francamente me ne infischio-Black, Match, Tara).

10. David Greig, Essere norvegesi; Pau Miró, Jucatùre.

11. Teatri del Sacro di Lucca per i bei programmi aperti a vari linguaggi, varie generazioni, varie provenienze culturali; il Collettivo Cinetico per il sorprendente lavoro con i nove adolescenti di <age>; Pinocchio dei Babilonia Teatri per l'eccezionale sensibilità nell'affrontare, senza pietismo ma con profonda “pietas”, il tema della malattia e del disagio; Leonardo Capuano per il particolarissimo, straordinario viaggio nel delirio del suo inquietante Elettrocardiodramma. Materiali per uno spettacolo comico.

12. Bob Wilson (Odyssey); Philippe Quesne (L'effet de Serge); She She Pop (Schubladen).

 

Laura Palmieri

1. Tre atti unici da Anton Čechov / Roberto Rustioni; La serata a Colono / Mario Martone; C’è del pianto in queste lacrime / Antonio Latella.

2. Roberto Rustioni / Tre atti unici da Anton Čechov; Mario Martone / La serata a Colono; Antonio Latella / C’è del pianto in queste lacrime.

3. Sergio Tramonti / La serata a Colono; Simone Mannino e Simona D’Amico / C’è del pianto in queste lacrime.

4. Carlo Cecchi / La serata a Colono; Luca Lazzareschi / Clôture de l’amour; Roberto Latini / Scene di Woyzeck.

5. Ermanna Montanari / Pantani e Poco lontano da qui; Marta Cuscunà / La semplicità ingannata; Silvia Calderoni / Nella tempesta.

6. Antonio Gargiulo / Tre atti unici da Anton Čechov; Luca Zacchini / Soprattutto l’anguria; Diego Sepe / Soprattutto l’anguria.

7. Valentina Picello / Tre atti unici da Anton Čechov; Roberta Rovelli / Tre atti unici da Anton Čechov; Valentina Acca / C’è del pianto in queste lacrime.

8. Antonio Gargiulo; Riccardo Spagnulo; Alice Spisa.

9. Soprattutto l’anguria / Armando Pirozzi; Pantani / Marco Martinelli; La semplicità ingannata / Marta Cuscunà.

10. Enron / Lucy Prebble; Clôture de l’amour / Pascal Rambert.

11. Motus per Animale politico project (W. Tre atti pubblici e Nella tempesta) per la coerenza della loro ricerca e per l’attenzione che rivolgono al nostro presente; Il ratto d’Europa / Claudio Longhi e la sua compagnia per il grande e accurato lavoro di preparazione al teatro che svolgono nelle scuole, e per la reale ricerca di coinvolgimento dei cittadini e del pubblico ai loro spettacoli, e in particolare intorno a un tema così importante come l’Europa; Teatro Argot Studio di Roma per la passione e la competenza con cui Tiziano Panici e Francesco Frangipane promuovono e sostengono la nuova drammaturgia contemporanea.

12. Le retour / Luc Bondy; Lulu / Bob Wilson.

 

Egidio Pani

1. Ferdinando di Annibale Ruccello, regia  Arturo Cirillo.

2. Arturo Cirillo (Ferdinando).

8. Riccardo Spagnulo.

9. Lo splendore dei supplizi di Riccardo Spagnulo (Fibre Parallele).

Magda Poli

1. Francamente me ne infischio-Black, Match, Tara, Latella; Il panico, Ronconi.

2. Latella Francamente me ne infischio-Black, Match, Tara; Ronconi Il panico; Martone La serata a Colono.

3. Bruni - Frongia Alice Underground; Marco Rossi Il panico.

4. Filippo Timi Il Don Giovanni. Vivere è un abuso, mai un diritto; Valerio Mastrandrea Qui e ora; Luca De Filippo La grande magia.

5. Valentina Acca, Caterina Carpio E Candida Nieri Francamente me ne infischio-Black, Match, Tara; Licia Lanera Lo splendore dei supplizi; le otto attrici de Il panico.

6. Valerio Aprea Qui e ora; Peppe Servillo Le voci di dentro.

7. Monica Piseddu Ferdinando.

8. Fabrizio Falco In cerca d’autore. Studio sui sei personaggi di Pirandello.

9. La serata a Colono, Elsa Morante; Il Don Giovanni. Vivere è un abuso, mai un diritto, Filippo Timi

10.  Jucatùre, Pau Miró

11. Teatro Franco Parenti per l'eccellenza e la coerenza dei cartelloni; i costumi di Fabio Zambernardi in collaborazione con Lawrence Steele per Il Don Giovanni. Vivere è un abuso, mai un diritto di Timi.

 

Oliviero Ponte di Pino

1. Francamente me ne infischio-Black, Match, Tara (regia Antonio Latella); Mercuzio non vuole morire (regia Armando Punzo); Il panico (regia Luca Ronconi): in una stagione senza grandi novità, tre spettacoli che lavorano sulla dialettica tra scrittura e spettacolo in modalità diversamente innovative, e tuttavia profondamente inscritte nel percorso teatrale dei loro creatori.

2. Luca Ronconi (In cerca d’autore. Studio sui sei personaggi di Pirandello e Il panico) per la sua capacità di leggere i testi, smontando e rimontando i meccanismi drammaturgici in spettacoli insieme fedeli alla lettera del testo e al tempo stesso con interpretazioni innovative, radicali, sorprendenti, grazie anche all'intenso dialogo maieutico con gli attori; Pippo Delbono (Orchidee), per il radicale rinnovamento della grammatica del proprio teatro (e del teatro in generale), in feconda dialettica con la sua recente attività di regista cinematografico; Roberto Rustioni (Tre atti unici da Anton Čechov), per aver saputo efficacemente giocare con l'attualità del drammaturgo.

3. Marco Rossi (Il panico), per la lineare semplicità dell'impianto di base, costruito sulle diagonali e sullo squilibrio, ma anche per la complessità di un sottopalco che permette (grazie anche alla perizia dei tecnici di scena) movimenti incrociati degli oggetti/arredi anche lungo le diagonali, aumentando il grado di complessità della macchina scenica ronconiana; Pippo Delbono (Orchidee), per la capacità di integrare l'immagine cinematografica nello spazio scenico e per il gioco costante tra il “dentro” e il “fuori” della scena.

4. Franco Branciaroli (Il teatrante); i tre interpreti di Pinocchio (Babilonia Teatri); Mario Perrotta (Un bès-Antonio Ligabue): tre modalità molto diverse di essere attore e performer, ma anche tre modi di riflettere, da attore, sul senso del teatro oggi.

5. Caterina Carpio, Candida Nieri, Valentina Acca per Francamente me ne infischio-Black, Match, Tara, straordinario tour de force insieme trasformistico e virtuosistico, animato però da energia e passione scenica; Ermanna Montanari (Pantani), per la feroce bontà.

6. Luigi Dadina per Pantani.

7. Sandra Toffolatti e Elena Ghiaurov (Il panico).

9. La rivincita (Michele Santeramo) e Lo splendore dei supplizi (Riccardo Spagnulo), due esempi di moderna “drammaturgia del grottesco”, che allo sguardo sulla realtà accompagnano un desiderio di conoscenza e una indignata visionarietà.

11. Laura Mariani per il volume Ermanna Montanari. Fare-disfare-rifare nel Teatro delle Albe (Titivullus, 2012); Stefano Massini (alla carriera); due esperimenti molto diversi di coinvolgimento e partecipazione del pubblico: Il ratto d'Europa e Art You Lost?, che al di là dei risultati indicano un possibile ampliamento dell'esperienza teatrale; il Coordinamento nazionale teatro in carcere per la realizzazione di “Destini incrociati”, la prima rassegna nazionale di Teatro in Carcere; Tatà-Crest (Taranto), coraggioso e fecondo esperimento di residenza teatrale all'ombra delle ciminiere dell'Ilva, esempio delle potenzialità di una formula creativo-organizzativa che sta permettendo di aggirare alcuni colli di bottiglia del sistema teatrale italiano; Beppe Grillo, per una campagna elettorale che è stata una continua performance, sempre sospesa tra immedesimazione e parodia. Mi piacerebbe anche se in qualche modo nella serata dei Premi Ubu si potessero ricordare Luisa Pasello, Paolo Rosa e Franco Scaldati.

12. Disabled Theater (Theater HORA, Stiftung Züriwerk (Svizzera); Odyssey (Piccolo Teatro di Milano-Teatro d’Europa, National Theatre of Greece (Italia-Grecia); Onegin. Commentaries (New Riga Theatre, Jaunais Rīgas Teātris (Lettonia).

 

Walter Porcedda

1. Pantani del Teatro delle Albe; Tà-Kaì-Tà (Eduardo per Eduardo) di Enzo Moscato; Imitationofdeath di Ricci Forte.

2. Marco Martinelli, Pantani; Enzo Moscato, Tà-Kài-Tà.

3. Tata Barbalato (Tà-Kài-Tà); Alessandro Panzavolta (Pantani).

4. Enzo Moscato (Tà-Kài-Tà); la coppia Valerio Aprea - Valerio Mastandrea (Qui e ora).

5. Ermanna Montanari (Pantani); Isa Danieli (Tà-Kài-Tà).

6. Roberto Magnani (Pantani); Luigi Dadina (Pantani).

7. Michela Marangoni e Laura Redaelli (Pantani).

8. Lucrezia Guidone

9. La scrittura di Mattia Torre autore di Qui e ora;la ricerca di Ricci e Forte di Imitationofdeath.

10. Banquo di Tim Crouch, regia di Fabrizio Arcuri.

11. Il repertorio della compagnia Rosso Levante, da segnalare per la capacità di unire impegno sociale e poesia; le canzoni di Danio Manfredini, splendidi brevi atti teatrali ad alta intensità; il lavoro triennale chiusosi questi giorni con il festival de Is Mascareddas, compagnia di teatro di figura operante in Sardegna.

12. Drugs Kept me Alive di Jan Fabre con Antony Rizzi.

 

Andrea Porcheddu

1. Circo equestre Sgueglia, regia Alfredo Arias; Discorsi alla Nazione. Uno spettacolo presidenziale, regia Ascanio Celestini; Il panico, regia Luca Ronconi.

2. Luca Ronconi, per Il panico di Spregelburd; Alfredo Arias, per Circo equestre Sgueglia di Viviani; Carmen Giordano, per Amleto?.

3. Marco Rossi, per Il panico.

4. Alessandro Gassmann, per R III-Riccardo terzo; Massimiliano Gallo, per Circo equestre Sgueglia; Matteo Angius - Accademia degli Artefatti, per il progetto Crouch (Peaseblossom/Fiordipisello).

5. Maura Pettorruso, per Nostra Italia del miracolo regia Giulio Costa (prod. Arkadis); Sabrina Scuccimarra, per Ferdinando regia di Arturo Cirillo; Licia Lanera, per Lo splendore dei supplizi regia Licia Lanera e Riccardo Spagnulo.

6. Tonino Taiuti, per Circo equestre Sgueglia; Paolo Pierobon, per Il panico.

7. Sandra Toffolatti, per Il panico; Giovanna Giuliano, per Circo equestre Sgueglia; Chiara Muscato, per ToPlay or to Die.

8. Silvia Costa.

9. Pantani, Marco Martinelli e Teatro delle Albe; Krisiskin di Quartiatri di Palermo; Per non svegliare i draghi addormentati, di Marco D’Agostin

11. Giancarlo Ilari, alla carriera per il suo teatro politico; Macelleria Ettore, Trento, per il lavoro creativo e nel territorio; Crest Taranto per il progetto di Residenza Tatà, al quartiere Tamburi di Taranto; progetto InsanaMente Riccardo III di Roberta Torre/Teatro Garibaldi aperto; Chiara Guidi, per l’attività pedagogica; Hubert Weskemper per i suoni e Gianni Staropoli, per le luci; progetto Scendere da Cavallo, Pontedera Teatro e sette compagnie giovani.

Domenico Rigotti

1. Il panico regia di Luca Ronconi; Ferdinando di Arturo Cirillo; Le voci di dentro di Toni Servillo.

2. Roberto Rustioni per “Tre atti unici da Anton Čechov”; Antonio Latella per Francamente me ne infischio-Black, Match, Tara; Arturo Cirillo per Ferdinando.

3. Ferdinando Bruni e Francesco Frongia per Alice Underground; Marco Rossi per Il panico.

4. Filippo Dini per Il discorso del re.

5. Manuela Mandracchia per Hedda Gabler; Mariangela Granelli per Materiali per Medea.

6. Paolo Pierobon per Il panico; Lino Guanciale per Il ratto d’Europa.

7. Valentina Picello per Tre atti unici da Anton Čechov; Antonia Truppo per La serata a Colono; Sandra Toffolatti per Il panico.

8. Alice Spisa; Jacopo Squizzato; Antonio Gargiulo.

9. Viva l’Italia. Le morti di Fausto e Iaio di Roberto Scarpetti; Pantani di Marco Martinelli.

10. Jucatùre di Pau Miró, traduzione di Enrico Ianniello.

11. Fibre Parallele per l’originalità delle loro proposte; Dario De Luca come novello cantautore; Primavera dei Teatri per la caparbia resistenza dei suoi organizzatori.

12. Odyssey di Robert Wilson.

 

Gabriele Rizza

1. Francamente me ne infischio-Black, Match, Tara regia di Antonio Latella; Il panico regia di Luca Ronconi; Circo equestre Sgueglia regia di Alfredo Arias.

2. Marco Martinelli per Pantani; Valerio Binasco per La tempesta; Ugo Chiti per Due fatti di cronaca in nero.

3. Gianluca Amodio con la videografia di Marco Schiavoni per R III-Riccardo terzo; Marco Di Napoli e Graziella Pepe per Francamente me ne infischio-Black, Match, Tara; Dimitri Milopulos per Firenze.

4. Francesco Colella per Zigulì; Antonio Rezza per Fratto_X; Luca Zacchini per Soprattutto l’anguria.

5. Caterina Carpio, Candida Nieri, Valentina Acca per Francamente me ne infischio-Black, Match, Tara; Gaia Nanni per La meccanica dell’amore; Marta Cuscunà per La semplicità ingannata.

6. Gianmaria Martini per La tempesta; Fabrizio Contri per La tempesta; Massimo Salvianti per Due fatti di cronaca in nero.

7. Antonia Truppo per La serata a Colono; Elisa Cecilia Langone per Hotel Belvedere.

8. Gianmaria Martini; i ragazzi della compagnia Idiot Savant.

9. Rivolta e pìetas. Memoria e corpo delle miniere di Alfonso Santagata; Due fatti di cronaca in nero di Ugo Chiti.

10. Hotel Belvedere (Ödön von Horváth); Il discorso del re (David Seidler).

11. Luisa Pasello; Alfonso Santagata per il lavoro sulle miniere toscane; Stefano Massini per la continuità del lavoro drammaturgico e la serietà del progetto didattico; per i 10 anni e la continuità dello spettacolo L’ultimo harem di Pupi e Fresedde.

12. Lulu regia di Robert Wilson; Le retoru regia di Luc Bondy; Miranda regia di Oskaras Koršunovas.

 

Rodolfo Sacchettini

1. Fake For Gun No You| All! di Kinkaleri; Discorso Grigio di Fanny & Alexander.

2. Virgilio Sieni (Abitare il mondo/Agorà madri e figli); Alessandro Sciarroni (Untitled_Death in Venice Version).

3. Giovanni Marocco-Gruppo Nanou (Strettamente confidenziale); Filippo Timi (Il Don Giovanni. Vivere è un abuso, mai un diritto).

4. Danio Manfredini (Il principe Amleto); Filippo Timi (Il Don Giovanni); Marco Cavalcoli (Discorso Grigio).

5. Cristina Rizzo (La Sagra della Primavera. Paura e delirio a Las Vegas).

6. Gli attori di Punta Corsara in Petitoblok.

7. Elisa Pol (Le presidentesse).

8. I danzatori dell’Accademia sull’arte del gesto nei relativi progetti Cerbiatti del nostro futuro.

9. Soprattutto l’anguria di Armando Pirozzi; Discorso Grigio e Discorso Giallo di Chiara Lagani.

10. Clôture de l’amour di Pascal Rambert.

11. Paolo Poli, alla carriera; Danio Manfredini, al coraggio; il progetto Nuovi sguardi per un pubblico giovane del Teatro delle Briciole.

12. Disgrace r. Kornél Mundruczó; m. Janos Szemenyei; p. Proton Cinema+Theatre, Wiener Festwochen, Festival d’Avignon, KunstenfestivalDesArts, Trafó House of Contemporary Arts, Malta Festival, Hebbel am Ufer, Romaeuropa Festival (Ungheria-Francia-Germania-Malta-Italia; (M)imosa/Twenty Looks or Paris is Burning at The Judson Church (M) cor. int. Cecilia Bengolea, François Chaignaud, Trajal Harrell, Marlene Monteiro Freitas; p. Vlovajob Pru, Le Quartz-Scène nationale de Brest (Argentina-Francia-Usa-Portogallo); Schubladen a. She She Pop; p. Hebbel am Ufer Berlin, Kampnagel Hamburg, FFT Düsseldorf, Brut Wien (Germania).

 

Attilio Scarpellini

1. Soprattutto l’anguria (Massimiliano Civica); Tre atti unici da Anton Čechov (Roberto Rustioni); Elettrocardiogramma (Leonardo Capuano).

2. Massimiliano Civica (Soprattutto l’anguria); Emanuele Valenti (Petitoblock); Roberto Rustioni (Tre atti unici da Anton Čechov).

3. Aldes (La foresta incantata).

4. Leonardo Capuano (Elettrocardiodramma); Luca Zacchini/Diego Sepe (Soprattutto l’anguria); Mario Perrotta (Un bès-Antonio Ligabue).

5. Elisa Pol (Le presidentesse).

6. Lino Guanciale (Il ratto d’Europa).

7. Giuseppina Cervizzi (Petitoblock).

8. Antonio Gargiulo (Tre atti unici da Anton Čechov).

9. Soprattutto l’anguria (Pirozzi/Civica); Not here, not now (Andrea Cosentino); Petitoblock (Emanuele Valenti – Punta Corsara).

10. Banquo (Tim Crouch, regia di Fabrizio Arcuri).

11. Gianni Staropoli per il rigore e la visionarietà delle sue creazioni di luce che da diversi anni sostengono le migliori produzioni del teatro indipendente; Chiara Guidi per i festival Màntica e Puerilia; Danio Manfredini per l’insieme della sua opera artistica e pedagogica, per l’ostinazione con cui ha continuato a lavorare nella trasmissione dell’arte dell’attore diventando uno dei rari maestri in cui diverse generazioni di artisti della scena italiana si possono riconoscere; Art You Lost? (Muta Imago-La casa d’argilla-Santasangre-Matteo Angius) per aver spinto la poetica del dispositivo oltre il suo limite concettuale riuscendo a creare un memorabile evento di arte comunitaria; Stefano Massini per aver affrontato con Lehman Trilogy uno dei nodi cruciali dell’attuale disordine globale e ad aver portato la drammaturgia italiana fuori dai confini del paese.

 

Cristina Ventrucci

1. Pinocchio di Babilonia Teatri

2. Due regie della sottrazione: Pascal Rambert per Clôture de l’amour; Marco Martinelli per Pantani.

3. Invenzione immaginifica dell’essenziale: Sacchi di sabbia per Pop up. Un fossile di cartone animato; Sergio Tramonti/Mario Martone per La serata a Colono.

4. Carlo Cecchi per La serata a Colono; Antonio Rezza per Fratto_X.

5. Le tre attrici di Francamente me ne infischio-Black, Match, Tara; Eleonora Sedioli per The Decision. Primo studio.

6. Luigi Dadina per Pantani; Ivan Bellavista per Fratto_X.

7. Francesca Ciocchetti per Il panico; Sandra Toffolatti per Il panico.

8. Laura Dondoli.

9. La serata a Colono di Elsa Morante; La fondazione di Raffaello Baldini; Le giovani parole di Mariangela Gualtieri.

10. Clôture de l’amour di Pascal Rambert; Banquo di Tim Crouch.

11. Per la ricerca in territori inesplorati: Danio Manfredini per la forte emozione del suo canto d’amore; Chiara Guidi e Ermanna Montanari per essersi coraggiosamente incontrate, esplorate, azzuffate, unite tuffandosi nella ricerca pura. Per i progetti speciali: Chiara Guidi per la costruzione drammaturgica di Màntica e Puerilia; Masque Teatro per la resistenza e bellezza di Crisalide. Per l’intreccio tra realtà e immaginario: Art You Lost?, progetto di costruzione di una biografia collettiva che coinvolge lo spettatore nell’esperienza di scandaglio e visionarietà; Zimmerfrei per la creazione di un linguaggio della realtà che produce immaginario poetico. Per la memoria vivente del teatro: Laura Mariani per il suo incessante e illuminante studio delle attrici, culminato quest’anno nel ricco volume Ermanna Montanari. Fare-disfare-rifare nel Teatro delle Albe; per l’eccezionalità nelle vie del comico: Gioele Dix per non essere mai sceso a compromessi con gli standard mediatici facendosi autore e interprete di una comicità teatrale colta e acuta, che non rinuncia a ferire, ma lo fa con l’arma inneffabile dell’eleganza; Rezza-Mastrella per l’irriducibile ferocia con cui da anni sfidano a duello il nostro senso comune, raggiungendo un piano espressivo sublime dove l’attore diventa ipermarionetta e irradia di contraddizioni ogni centimetro della nostra pelle. Propongo di creare nel costesto dei Premi un momento di memoria per le importanti figure teatrali scomparse di recente.

12. Disgrace di Kornél Mundruckzó; Onegin. Commentaries di Alvis Hermanis.

 

Nicola Viesti

1. Il panico, regia Luca Ronconi, Piccolo Teatro di Milano; RIII-Riccardo terzo, regia Alessandro Gassmann, Teatro Stabile del Veneto.

2. Arturo Cirillo, Ferdinando; Alfredo Arias, Circo equestre Sgueglia.

3. Gianluca Amodio con Marco Schiavoni per la videografia, RIII-Riccardo terzo; Sergio Tramonti, Circo equestre Sgueglia; Maurizio Balò, Antonio e Cleopatra.

4. Alessandro Gassmann, RIII-Riccardo terzo; Glauco Mauri, Da Krapp a Senza Parole; Fausto Russo Alesi, Natale in casa Cupiello.

5. Arianna Scommegna, Mater strangosciàs; Sabrina Scuccimarra, Ferdinando; Roberta Bosetti, Rooms for Errors.

6. Paolo Pierobon, Il panico; Filippo Dini, Il discorso del re; Roberto Sturno, Da Krapp a Senza Parole.

7. Monica Piseddu, Ferdinando; Elena Ghiaurov, Il panico; Chiara Baffi, Le voci di dentro.

8. Riccardo Spagnulo.

9. Lo splendore dei supplizi di Riccardo Spagnulo (Fibre Parallele).

10. Banquo di Tim Crouch, Teatro della Tosse; Un’impresa difficile di Hanoch Levin, La Contemporanea.

11. Un premio alla progettualità: quella di Alessandro Sciarroni che con Will you Still Love me Tomorrow? si addentra in una entusiasmante riflessione di grande teatralità sul rapporto Danza/Tempo/Scena; quella di Emma Dante che con il suo teatro per l’infanzia riesce, rispettando le fiabe, ad affrontare spinosi temi contemporanei; quella dei Teatri Abitati, le residenze teatrali pugliesi in continua mutazione e in difficile e fecondo rapporto con il territorio.

12. Odyssey di Robert Wilson; Refuse the Hour di William Kentridge; Onegin. Commentaries di Alvis Hermanis.

Gherardo Vitali Rosati

1. La tempesta - Valerio Binasco.

2. Ugo Chiti - Due fatti di cronaca in nero; Valerio Binasco - La tempesta.

3. Gianluca Amodio con Marco Schiavoni per la videografia - RIII-Riccardo terzo; Dimitri Milopulos - Firenze.

4. Francesco Colella - Zigulì; Antonio Rezza - Fratto_X.

5. Gaia Nanni - La meccanica dell’amore.

6. Fabrizio Contri - La tempesta.

7. Elisa Cecilia Langone - Hotel Belvedere.

8. Idiots Savants; Gianmaria Martini.

9. Due fatti di cronaca in nero - Ugo Chiti.

10. Hotel Belvedere - Ödön von Horváth (Teatro Metastasio).

11. Stefano Massini per i recenti successi all’estero; Ultimo Harem per i 10 anni di repliche; ITC San Lazzaro; Luisa Pasello (alla memoria).

12. Lulu - Bob Wilson (Festival Due Mondi Spoleto); I, Malvolio - Tim Crouch (Intercity Festival Limonaia Firenze); Le retour - Luc Bondy (Piccolo Teatro Milano).

Silvana Zanovello

1. RIII-Riccardo terzo (Teatro Stabile del Veneto, regia Alessandro Gassmann).

2. Alessandro Gassmann (RIII-Riccardo terzo); Marco Sciaccaluga (Il gioco dei re); Massimo Mesciulam (Sogno di una notte di mezza estate).

3. Gianluca Amodio con Marco Schiavoni per la videografia (RIII-Riccardo terzo); Guido Fiorato (Il gioco dei re).

4. Filippo Dini (Il discorso del re); Aldo Ottobrino (Il gioco dei re).

5. Laura Curino (Scintille).

6. Massimo De Francovich (La torre d’avorio); Massimo Mesciulam (Il gioco dei re).

7. Alice Arcuri (Il gioco dei re); Mariella Speranza (Molto rumore per nulla).

8. Gennaro Apicella, Valentina Badaracco, Silvia Biancalana (Sogno di una notte di mezza estate).

9. Il gioco dei re di Luca Viganò; Scintille di Laura Sicignano; Chilometro zero di Pino Petruzzelli.

10. A Zvornik ho lasciato il mio cuore di Abdulah Sidran, tradotto da Silvio Ferrari, prodotto dal Teatro Stabile di Genova.

11. Rassegna di drammaturgia contemporanea del Teatro Stabile di Genova; Shakespeare in Town (Compagnia Salamander, Savona); Suq di Carla Peirolero.

 

Ettore Zocaro

1. Le voci di dentro di Eduardo De Filippo, regia Toni Servillo; The Country di Martin Crimp, regia Roberto Andò; Il Principe da Machiavelli, regia di Stefano Massini-Arca Azzurra Teatro.

2. Roberto Andò The Country; Elio De Capitani La discesa di Orfeo; Pippo Delbono Orchidee.

3. Maurizio Balò Antigone; Carlo Sala La discesa di Orfeo.

4. Carlo Cecchi, interprete La serata a Colono; Luca Zingaretti La torre d’avorio; Franco Branciaroli Il teatrante.

5. Laura Morante The Country; Alvia Reale Le troiane.

6. Riccardo Bini Il panico.

7. Maria Paiato Il panico; Angelica Ippolito La serata a Colono; Elena Russo Arman La discesa di Orfeo.

8. Fabrizio Falco.

9. La serata a Colono di Elsa Morante; Antigone di Valeria Parrella.

10. La discesa di Orfeo di Tennessee Williams; Il discorso del re di David Seidler.

11. In cerca d’autore. Studio sui Sei personaggi di Luigi Pirandello regia Luca Ronconi; Mercuzio non vuole morire Compagnia della Fortezza-Teatro Metastasio; Il mare non bagna Napoli da Anna Maria Ortese; Scene di Woyzeck Büchner/Berg. Compagnia Lombardi Tiezzi.

12. Refuse the Hour di William Kendridge, Philip Miller, Dada Masilo, Catherine Meyburgh. Romaeuropa Festival Roma.

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 **Tra le segnalazioni per i Premi speciali è emerso da più parti il desiderio di creare un ricordo per le figure scomparse, qualcuno ha proposto anche di assegnare un premio alla memoria. Il direttivo dell’Associazione Ubu per Franco Quadri ha raccolto questa indicazione chiedendo a Gianni Manzella – che nella sua scheda di prima votazione aveva elaborato un pensiero in merito alla memoria del teatro – di sviluppare uno scritto, e lui lo ha fatto nella lettera che segue, letta da Giuseppe Battiston nell’arco della serata di premiazione al Piccolo Teatro di Milano il 9 dicembre.

Cari Ubu,

mi chiedete di dire a voce alta perché, questa sera, vorrei attribuire un premio alla Memoria, nel senso proprio e non figurato della memoria dello spettatore, quella cui è affidato il compito sempre più gravoso di far vivere il teatro nel tempo, di darne testimonianza.

C’è una ragione contingente, certo. È stato un anno di lutti, quello che si avvia al termine. Se ne sono andati straordinari maestri della regia contemporanea come Massimo Castri e Patrice Chéreau; un artista inqualificabile come Paolo Rosa, sempre a cavallo dei generi e delle tecniche; attrici di generazioni diverse e anche di storie personali assai diverse come Franca Rame, Mariangela Melato o Luisa Pasello, meno delle altre presente sulle smemorate pagine dei giornali ma non dimenticabile da chi la vide con la sorella Silvia affrontare le parole di Marguerite Duras. O ancora un geniale inventore di una lingua teatrale qual è stato Franco Scaldati, poeta della scena vivente palermitana, capace di scavare nelle zone d’ombra della sua città...

È come se un poco alla volta si cancellasse una storia che è stata anche la nostra. Parlo della generazione che ha fatto in tempo a vedere su un palcoscenico Carmelo Bene e Leo e Perla; che ha ascoltato Julian Beck e Grotowski; che troppo presto ha perduto maestri coetanei come Antonio Neiwiller e Thierry Salmon. Che oggi con più urgenza può sentire lo sgomento di questo passaggio. Ma non è generazionale una riflessione che coinvolga lo spettatore nei frammenti di un discorso teatrale.

Per i maestri del Novecento si è trattato anche di inventare uno spettatore. Ciò che quel secolo ha concretamente voluto affermare è la presenza di uno spettatore partecipe anziché osservatore passivo dell’evento. Costretto a prendere posizione dalla libertà di orientamento offerta dallo spettacolo: non solo fra i tanti spettacoli possibili ma a come connettere la materia fornita dallo spettacolo – che vuol dire, in qualche modo, pensare politicamente.

C’è come un passaggio di testimone che si realizza, nello spettacolo, dall’artista allo spettatore, ed è la consegna allo spettatore della memoria della scena, e con essa della sua responsabilità. Nella consapevolezza che lo spettacolo più duraturo non è forse quello che si consuma nell’effimera esperienza della sala teatrale, ma si fa invece nella memoria dello spettatore. Dove azioni, parole, corpi diventano emozione, e da lì conoscenza.

Mi torna in mente un momento esemplare di Fastes/Foules, lo spettacolo con cui si erano conosciuti in Italia Thierry Salmon e i suoi giovani compagni dell’Ymagier Singulier. Gli spettatori che all’inizio si trovavano isolati nelle tante piccole stanze in cui era suddiviso lo spazio scenico allestito all’interno di un capannone industriale, in un rapporto in qualche modo esclusivo con attori diversi, al sollevarsi di quel labirinto di lenzuola stese si ritrovavano d’improvviso tutti insieme in un unico spazio, nel mezzo dell’azione. Tornando a essere, o forse diventando per la prima volta una comunità. Quella a cui, da quel momento, è affidata la memoria fragile del teatro.

Con affetto,

Gianni Manzella

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